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Olmoti, la strada e la Torino post industriale

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“ Le dimensioni non sono importanti. Ma Fanno la differenza”. Ma attenzione, le dimensioni di cui qui si parla non sono quelle che potrebbero facilmente venire in mente a buona parte di coloro che leggeranno questa frase.

Le dimensioni a cui allude lo scrittore torinese Giorgio Olmoti nel suo “On the road again – non puoi insegnare nuovi trucchi a un vecchio cane ”, uscito a giugno per la ‘round midnight edizioni, sono quelle dei supermercati che hanno fagocitato negozi che in tempi non sospetti (e forse ancora oggi) hanno sfamato interi quartieri.

Venti brevi racconti nei quali l’autore racconta della vita come l’ha vissuta e di come la vive, del suo costante bisogno di nomadismo, di come il nostro paese è cambiato e di come le persone sono cambiate con esso.

Laureato in Lettere a Udine, frequenta a Villa Manin il corso di catalogazione e dal 1992 lavora su storia e memoria attraverso fonti non convenzionali come la fotografia, il fumetto, la musica e i media. Lavora in editoria e tiene corsi in giro per scuole e università. È autore di saggi, ma non solo. Esordisce nel 1998 con “ Il Boom ”, edito da Editori riuniti, che racconta gli anni del miracolo economico, e poi è un tutta una carrellata: pubblica “ Torino da bere ” con Stampa Alternativa, “ Lavoro: uomini e macchine e tecnologie ” con Paravia, “ Fabrizio De Andrè. Una musica per i dannati ” per BMG Ricordi. Partecipa al concorso Una palla di racconto di Radio 2 con “ Palla a missile ”, premiato al Salone di Torino e pubblicato da Fandango.

Nel 2008 pubblica un saggio su cinema e storia per “ La storia al presente ”, corso edito da Pearson e nel 2009, per Editrice Zona pubblica “ CantaStoria ”, itinerario tra arte cronaca e costume che ripercorre cinquant’anni della storia italiana a partire dalle fonti musicali.

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Un percorso di tutto rispetto, dunque, fatto sempre a bordo di un pick up scalcagnato e che sostanzia un fatto fondamentale: Olmoti ha attraversato la storia d’Italia dagli anni ’60 del boom economico fino ai giorni nostri, tenendo un piede ben radicato nei ricordi e l’altro sempre pronto a scattare verso il futuro.

Ce lo racconta con ” On the road again ”: ci racconta di interminabili viaggi estivi verso sud, per ritrovare nonni e famiglia, del decadimento di Torino città industriale per eccellenza, della crisi e della rinascita, di tutte quelle persone che volenti o nolenti hanno lasciato una traccia nella sua vita arricchendola. Grazie ad un linguaggio semplice, colloquiale, che riporta tante tracce di dialetti della nostra amata penisola, Olmoti costruisce tanti piccoli racconti di viaggio e di vita che potrebbero essere i nostri racconti di viaggio e di vita.

Rigorosamente su auto e moto sgangherati, sempre con uno zaino in spalla, sempre in compagnia del suo amico a quattro zampe.

Redazione Mole24

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