Home Innovazione Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un’idea torinese

Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un’idea torinese

104
SHARE
Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un'idea torinese
Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un'idea torinese

I Google Glass cambieranno il mondo? Può darsi, di certo possono cambiare quello della medicina.

Per la prima volta è stato reso possibile l’impiego della tecnologia dei Google Glass in un contesto congressuale medico internazionale in occasione del Simposio di Cardiologia Interventistica “MTE – Meet the Experts 2014” tenutasi a Lugano, presso il Palazzo dei Congressi.

Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un'idea torinese

Ed è stato possibile grazie a una partnership che vede protagonista Torino: un incontro tra la Fondazione Cardiocentro Ticino, la Sobrio, agenzia torinese di design e la MedicalDM, startup di Medical Digital Marketing, ha reso possibile conciliare la pura ricerca con applicazioni reali mettendo a disposizione tecnologie all’avanguardia .

La diretta con i Google Glass ha permesso agli specialisti di tutto il mondo, convenuti al Palazzo dei Congressi di Lugano, di interagire con inedite modalità con il Prof. Tiziano Moccetti, impegnato in un complesso intervento di angioplastica coronarica nella sala del Cardiocentro Ticino.

Intervenire in sala operatoria con i Google Glass: un'idea torinese

Rispetto ad altre precedenti sperimentazioni, avvenute anche in Italia nei mesi scorsi, gli sviluppatori della Sobrio hanno potuto ulteriormente ottimizzare l’utilizzo del device prolungando ed incrementando la durata della diretta risolvendo una delle problematiche più segnalate, cioè la scarsa durata della batteria dei Glass.

Ma cosa sono i Google Glass?

Come è noto, si tratta di un dispositivo montato sopra un paio di occhiali che, grazie a uno speciale display, arricchisce il campo visivo dell’operatore con dati di varia natura . Questi dati possono essere richiamati dall’operatore stesso tramite comandi vocali, con movimento oculare, oppure utilizzando il touch pad a lato dell’astina degli occhiali e vengono poi trasmessi, attraverso una connessione wireless, direttamente alla rete. Ciò permette di collegare situazioni anche molto lontane tra loro e consente a diversi operatori di dialogare a distanza simultaneamente consentendo loro una ampia libertà di movimento.

È stato possibile quindi coprire tutta la durata dell’intervento, 2 ore e 45 minuti, con una prospettiva di streaming molto più lunga. Il test è stato particolarmente significativo anche perché sono stati seguiti più interventi nell’arco dei due giorni, oltre ad altre riprese nelle giornate precedenti sempre sotto l’occhio attento di cardiochirurghi provenienti da tutto il mondo.

Il CEO dell’azienda torinese Vito Petragallo sottolinea la potenziale vastità delle applicazioni di questa tecnologia: “I Google Glass – afferma – sono un oggetto che rivoluzionerà il nostro modo di guardare il mondo. Quella che sino a pochi giorni fa era solo sperimentazione oggi, per la prima volta, grazie a tutto il team di lavoro, è diventata realtà.”

Che tutto ciò possa avere un forte impatto sullo sconfinato campo medico appare ormai del tutto evidente. Non stupisce dunque l’annuncio del Cardiocentro Ticino di Lugano, di concerto con la realtà torinese della Sobrio, che i Google Glass, e in generale tutti i sistemi evoluti di telepresenza, siano entrati ufficialmente nel programma medico e didattico della clinica, avviando dal mese di ottobre una serie di interventi che si potranno seguire in streaming.

“Siamo certamente all’inizio di un salto di qualità tecnologico straordinario ed entusiasmante anche per la medicina – spiega il Prof. Moccetti – . Il cardiologo interventista, o il cardiochirurgo, è presente sul campo operatorio e ha la possibilità di trasmettere in streaming esattamente il suo punto di vista, il suo campo visivo. Non solo. Non è difficile immaginare in quante situazioni si potrà intervenire a distanza e rapidamente, in aiuto o a supporto di un operatore presente sul teatro operatorio”. “In realtà – gli fa eco Pietro Veragouth, responsabile dei progetti di telepresenza e teleassistenza del Cardiocentro Ticino -credo sia corretto parlare di sistemi evoluti di telepresenza, sui quali al Cardiocentro stiamo lavorando da anni. E attenzione, non stiamo parlando di futuro, stiamo parlando di una possibilità del presente”.

L’impegno nella ricerca e nell’innovazione tecnologica hands-free della Sobrio e MedicalDM si concretizzerà nei prossimi mesi in altri ambiti di intervento che vanno dalla medicina, allo sport fino al food.

Un intero mondo si apre.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here