Home Cronaca di Torino Tedeschi, quel violino ci appartiene. Ma che brutta figura all’italiana.

Tedeschi, quel violino ci appartiene. Ma che brutta figura all’italiana.

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Il violino Gand Bernardel
Il violino Gand Bernardel

Correva l’anno 1988. esattamente lla notte dell’ 8 giugno, quando la cassaforte del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino venne forzata e divelta da un’anonima e lesta mano per rubare il violino contenuto al proprio interno.

Non si trattava di un semplice strumento musicale, ma del violino “Gand Bernardel”: un importante cimelio della storia non solo della musica, ma d’Italia essendo appartenuto, infatti, a Teresina Tua.

Quest’ultima era  la più famosa concertista italiana a cavallo tra il 1800 ed il 1900, celebre anche per essere da sempre schierata contro il regime  Asburgico prima di raccogliersi a vita di clausura monastica dopo un ultimo, indimenticabile, concerto nell’allora Trieste occupata, vestita con un tricolore.

Un furto che era finito nell’oblio, fino al 2010 quando l’antico e prezioso violino tornò alla luce grazie al musicista  Antoine Saad  che insieme a i Roberto Contini, un ex funzionario della soprintendenza italiana e attuale Direttore della Sezione Italiana e Spagnola della “Gemaldegalerie” di Berlino, tramite una serie di mail tentarono di rivendere lo strumento al nostro Conservatorio per una cifra pari a 30.000 euro

foto violino

Una transazione che non andò però a buon fine sia perchè il Conservatorio che non era intenzionato a sottostare a questa forma di ricatto si rivolse immediatamente alla magistratura, sia perchè il violino per decreto dell’ex Presidente della Repubblica Luigi Einaudi appartiene al “Patrimonio inalienbile dello stato Italiano

Ma nonostante Antoine Saad e il funzionario italiano siano stati indagati per ricettazione, lo strumento è finito nelle mani di una coppia di ignari musicisti italiani che da anni vivono in Germania e che non vogliono restituire il violino

Un acquisto svolto in buona fede non sapendo della provenienza dell’oggetto, che di fatto è all’origine dei motivi per cui lo Stato tedesco si è opposto alla richiesta di restituzione, con tanto di “rogatoria internazionale”, effettuata dalla nostra magistratura.

Prima però di accanirci contro la Germania e di accusare il popolo teutoinico di disonestà è giusto aspettare che la magistratura faccia chiarezza sul perchè un ex funzionario della sopraintendenza pubblica del nostro paese, e non tedesco, che tra l’altro continua a svolgere mansioni pubbliche di una certa rilevanza, sia accusato di riciclaggio.  

Proprio lui, che godeva della nostra fiducia e che avrebbe dovuto proteggere il nostro patrimonio. 

Speriamo davvero che il signor Cottini riesca a dimostrare la propria innocenza ed estraneità aifatti, ma fino al terzo grado di giudizio, aspettiamo a dire che siano stati i tedeschi a “rubare” il nostro violino.

 

La Redazione di Mole24 

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