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Torino, Parco Dora, #KFF14

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Torino, Parco Dora, #KFF14 Kappa Futur Festival 2014
Torino, Parco Dora, #KFF14 Kappa Futur Festival 2014

Afoso sabato d’estate, di quelli che sono fatti per lasciare tutto e fare un weekend fuori porta.

La mia gita in un certo senso lo è, visto che per arrivare a destinazione mi ci vuole quasi un’ora tra viaggio e parcheggio: da Piazza Generale Baldissera a Parco Dora è una processione infinita di auto, musica, imprecazioni e accenti, polizia e passanti sbalorditi.

È tutta colpa del Kappa FuturFestival, che il 5 e 6 Luglio ha piantato le tende nelle aree Vitali e Mortara del Parco Dora, chiamando a raccolta oltre 25 mila persone da tutta Italia ed Europa.

Torino, Parco Dora, #KFF14 Kappa Futur Festival 2014

Dal primo giorno di un festival non si sa mai cosa aspettarsi, la line-up è nota, la posizione dei tre palchi è stata controllata, ma con 25 mila anime che si sbracciano e agitano è come arrivare in terra straniera: l’unica direzione da seguire è quella tracciata da bassi e suoni elettronici, protagonisti di questo KFF.

E allora ci si butta nella mischia del main stage, dove suonano Marco Carola, Maceo Plex e Alan Fitzpatrick, nel pomeriggio, e dove si esibiranno The Bloody Beetroots a fine serata. Anche se stare sotto l’enorme tettoia metallica che sovrasta il primo palco ha qualcosa di rassicurante, il Palco Dora chiama, e i curiosi corrono: c’è tempo di staccare un attimo dal groove robotico di Maceo Plex e gustarsi i battiti più gentili dei Soul Clap, magari prendendosi una pausa seduti sul prato.

Torino, Parco Dora, #KFF14 Kappa Futur Festival 2014

Purtroppo non c’è tempo di riposarsi troppo, un panino da Girarrosti S. Rita, un’acqua da acquistarsi con gettoni del valore di €2.50 (le fontane sono state spente in vista dei possibili risparmiatori), e si torna al main: Len Faki riporta le gambe al livello di attività minimo con i suoi pezzi scarni, e tutto d’un tratto si accendono i riflettori su un’insegna che recita ‘The Bloody Beetroots’.

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I tre uomini mascherati imbastiscono una bomba di spettacolo, saltano e urlano e si alternano tra console, batteria, chitarra e pianoforte, tirando fuori dal cilindro anche pezzi hard-rock e swing: le opinioni del pubblico diventano contrastanti dopo la performance, c’è chi non ha gradito le interferenze di genere, chi le ha amate, ma tutti quanti nel frattempo ballavano come se la musica non dovesse mai finire.

Chi è abbastanza sprovveduto alla chiusura di mezzanotte fa seguire un after-party al Silverado, con Alan Fitzpatrick: gli altri, più ragionevoli, si ricaricano per il giorno due che sarà il più impegnativo, soprattutto vista la lista degli artisti. Martinez Brothers e Mano Le Tough al Dora Stage, per tutto il resto c’è il Main, con Adam Beyer, Derrick May, Tale of Us, Lollino.

Torino, Parco Dora, #KFF14 Kappa Futur Festival 2014
Lollino Dj 

Poi i Disclosure fanno esplodere anche il cielo, che butta giù acqua a catinelle e spinge tutti più vicini al palco, anche se a nessuno sembra dispiacere.

Dalla dance dei Disclosure alla chiusura techno planetare di Richie Hawtin, grande habitué del Futur, che non delude neanche questa volta: il buio domina sul parco, la tettoia sparisce e le luci del palco creano un cielo di stelle impazzite.

Quando si spegne tutto, un fiume di gambe che scalciano e di orecchie che rimbombano si disperde alla ricerca di un modo per tornare a casa: si va via con l’impressione che il tempo si sia fermato, e che il prossimo Kappa FuturFestival non arriverà mai abbastanza in fretta.

 

Arianna Battiston

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