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Alyt per cambiare il concetto di “casa”

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Alyt 5 Torinesi in California per cambiare il concetto di “casa”
Alyt 5 Torinesi in California per cambiare il concetto di “casa”

Tapparelle, finestre, sveglia, tv e tanto altro, tutto comandato senza fili e a distanza da Alyt, una scatoletta di plastica grande all’incirca quanto un mouse; invenzione di una start-up americana, ma dall’essenza tutta torinese.

Il nuovo Smart Home Manager si occupa di sicurezza controllando i dispositivi antincendio, anti-allagamento ed anti-intrusione.

Ha una faccia green grazie al netto risparmio che si ricava dal suo utilizzo; fa risparmiare fino al 40% sulle bollette dalla rete domestica gestendo gran parte delle apparecchiature elettriche.

Ed infine riesce ad integrarsi bene nella vita di tutti i giorni tramite la piattaforma Android sulla quale è stato pensato, che in definitiva lo rende affine a diverse app e ad innumerevoli dispositivi elettronici quali tablet, smartphone, smart tv e pc.

 

Alyt 5 Torinesi in California per cambiare il concetto di “casa”

L’acronimo Alyt sta per “Affordable Link Your Think”, ovvero “collegare in modo semplice tutte le tue cose” e la sua peculiarità sta proprio nel poter essere elementare nell’utilizzo e nello sviluppo, in base alle esigenze.

Lo può usare la casalinga per sbrigare scomode faccende domestiche senza bisogno di studiare troppo “l’aggeggio” o lo può usare un esperto programmatore per delle necessità specifiche.

Alyt è forse il primo passo verso quella che viene chiamata “Internet of Things (IoT)”, ovvero “Internet delle Cose”, un Internet 3.0 che non è più solo nel Pc, bensì anche nella vita di tutti i giorni, occupandosi magari di tutte le operazioni di routine che richiedono meno attenzione e che spesso e volentieri portano via del tempo prezioso, spendibile in altri modi.

L’idea della start-up al sapor di bagna cauda, ha riscosso negli USA un successo considerevole, visti gli 80mila dollari raggiunti tramite il crowdfunding, che Torino conosce bene, e l’obiettivo posto a 100mila dollari; traguardo necessario per la produzione su larga scala, probabilmente in autunno, di ciò che ad oggi è solo un campione.

Alyt 5 Torinesi in California per cambiare il concetto di “casa”

Viene però spontaneo da chiedersi che ci faccia un manipolo di torinesi negli USA, più precisamente nella Silicon Valley e su Indiegogo, sito californiano specializzato in crowdfunding, invece di essere qui in terra pàtria a pubblicizzare la scatola definita “intelligente”.

A questo ha risposto il Ceo Luca Gaetano Capula, startupper di Alyt assieme ad Alessandro Monticone, Mirko Bretto, Riccardo Mazzurco e Simone Janin: “Siamo partiti dal mercato americano perché è assai più recettivo nel campo delle innovazioni tecnologiche” ed ancora “E’ più facile far capire il valore di un progetto così a investitori americani. In Silicon Valley startupper e venture capital lavorano a stretto contatto”.

Insomma, riusciremo una buona volta a tenerci stretti i nostri giovani inventori?

 

Damiano Grilli

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