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Che fine farà il Palazzo del Lavoro?

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A più di sessant’anni dalla costruzione del grande palazzo espositivo della zona Nizza Millefonti, la città di Torino s’interroga su quale sarà il futuro impiego del Palazzo del Lavoro.

Costruito nel 1961, in occasione della celebrazione del Centenario dell’Unità d’Italia, il Palazzo del Lavoro, conosciuto anche come Palazzo Nervi dal nome dell’ingegnere che lo progettò, faceva parte di un più ampio progetto edilizio per riqualificare l’intera area Nizza Millefonti.

Il centro fu utilizzato prevalentemente come espositore ospite per eventi nazionali e internazionali, nonché come sede di alcuni uffici del Centro Internazionale B.I.T. (l’Agenzia delle Nazioni Unite), fino agli anni ’90.

Dopo un lungo periodo di disuso, nel 2008 Palazzo Nervi ospitò una succursale distaccata della Facoltà di Economia e Commercio di Torino, per poi tornare già nel 2009 alla sua funzione di ospite di attività commerciali saltuarie.

Nel 2011, per celebrare il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, la sua struttura esterna, fortemente arrugginita e bisognosa di costosi restauri fu coperta da teli tricolore celebrativi, attirando anche l’attenzione di investitori stranieri che avevano in mente di riconvertire la struttura in un centro commerciale all’avanguardia.

Che fine farà il Palazzo del Lavoro?  Torino
Che fine farà il Palazzo del Lavoro? Torino

Ma nulla di tutto questo si realizzò, sia a causa del ricordo compiuto da 8 Gallery Immobiliare, sia a causa delle proteste dei commercianti della zona e degli ambientalisti pronti a difendere il verde intorno al colosso.

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Quali sono dunque, nel 2014, le prospettive dell’ennesimo esempio di gigantismo da mega eventi?

L’anno scorso, dopo diversi dibattiti interni al Comune e alla Giunta torinese, il Palazzo del Lavoro era stato inserito in un programma di recupero (con scadenza nel 2016) insieme con altre opere del passato dismesse e in disuso.

L’idea di un nuovo centro commerciale, in grado di fornire anche centinaia di posti di lavoro, era stata accantonata ma non del tutto abbandonata, tanto che è notizia di poche settimane fa, la volontà della Città di Torino di costruire un parcheggio multipiano nella sede di Palazzo Nervi in vista del fantomatico centro.

Che fine farà il Palazzo del Lavoro?  Torino

Eppure negli anni precedenti, quando l’ex sindaco Chiamparino aveva accettato la proposta di Gerard Groener del gruppo olandese Cório per la costruzione dell’innovativo centro commerciale che doveva essere operativo entro quest’anno, Torino sembrava pronta ad muovere questo ulteriore passo verso la modernità. Ma le consuete lamentele, talvolta giustificate, talvolta puramente demoagogiche delle varie parti coinvolte nell’area del palazzo, hanno portato ad un sostanziale nulla di fatto.

Attualmente il Palazzo del Lavoro non ha una destinazione d’uso precisa, se non quella che da più di cinquant’anni detiene, ossia di ospitare eventi ed esposizioni qualora ve ne fosse la necessità.

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A differenza però del periodo in cui la grande e maestosa opera di Nervi è stata costruita, il palazzo sta andando lentamente in rovina e la dismissione non giova senz’altro alla sua ripresa.

Dopo le ottimistiche previsioni del sindaco Fassino nel 2013 sulla riqualificazione di numerose aree urbane di Torino (tra cui Palazzo Nervi) e una volta superato il tradizionale ostruzionismo che accompagna l’approvazione di progetti che modificano la destinazione d’uso di una struttura già esistente, il Consiglio Comunale Cittadino parrebbe aver nuovamente approvato il piano di riqualificazione come centro commerciale.

Dati i trascorsi piuttosto controversi e la poca convinzione espressa per il progetto stesso, probabilmente il Palazzo del Lavoro dovrà ancora aspettare per avere una destinazione d’uso adeguata per le sue potenzialità e la sua maestosità.

 

Francesca Palumbo



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