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Al Castello di Rivara tra crisi, destinazioni, incontri e confronti

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Al Castello di Rivara tra crisi, destinazioni, incontri e confronti Torino
Al Castello di Rivara tra crisi, destinazioni, incontri e confronti Torino

Se in uno dei prossimi caldi ed assolati (si spera) weekend di luglio qualche lettore fosse interessato ad organizzare la classica gita fuori porta, pronto con teli, cesto di vimini e crema abbronzante a godersi un po’ di aria pulita lontano dai rumori e dall’umidità asfissiante della città, allora Rivara potrebbe essere una possibile destinazione per unire al riposo domenicale un’esperienza culturale che sicuramente non lo lascerà deluso.

A Rivara, ed in particolare nel suo castello immerso nel verde del Canavese, già da tempo si respira aria di cultura e di arte: in questo luogo si ritrovarono per soggiornare e dipingere, dal 1860 e per circa vent’anni, gli artisti che fecero parte del cenacolo denominato appunto Scuola di Rivara. Del gruppo fecero parte pittori paesaggisti di primissimo piano nella seconda metà dell’Ottocento, da Carlo Pittara, fondatore ed animatore della Scuola, a Vittorio Avondo, ad Alfredo d’Andrade e Giovanni Battista Carpanetto.

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Il Castello di Rivara è composto oggi da tre edifici indipendenti, il Castello Medievale, la Villa Neobarocca e le Scuderie, immersi in un suggestivo parco. Questa affascinante sede storica dal 1985, dopo anni di degrado e abbandono, è stata reinventata come spazio espositivo e centro d’arte contemporanea sotto la direzione artistica del gallerista torinese Franz Paludetto.

Negli anni il Castello è stato crocevia di nomi illustri di artisti e critici italiani ed internazionali: tra gli artisti Felix Gonzalez-Torres, Paul McCarthy, Charles Ray e gli italiani Stefano Arienti, Sergio Ragalzi, Salvatore Astore, Eva Marisaldi, Maurizio Cattelan, tra i critici Jean-Cristophe Ammann, Mirella Bandini, Renato Barilli, Paolo Fossati, Francesco Poli e molti altri.

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Ad oggi uno spazio del Castello è dedicato all’esposizione della collezione permanente del Centro per l’Arte Contemporanea, mentre nelle altre strutture vengono realizzate mostre temporanee.

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Tra le seconde, inaugurata il 29 giugno ed aperta sino al 9 novembre, Destinazione d’uso intende indagare i rapporti e le convergenze tra architettura ed arte contemporanea.

Il sottotitolo della mostra, Incontro e confronto tra Arte Contemporanea e Architettura , è esplicativo della volontà dei due curatori, Francesca Canfora e Franz Paludetto, di ricercare degli ammiccamenti tra due discipline che corrono parallele e che, al di là della superficie, hanno molti punti di contatto. In mostra sono esposte opere, disegni e bozzetti di artisti che spaziano nel campo dell’architettura e, viceversa, progetti di architetti dalla forte espressività estetica.

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A introduzione della mostra sono inoltre esposti gli elaborati finali dei progetti degli studenti del Politecnico che hanno preso in esame il Centro per l’Arte Contemporanea del Castello di Rivara.

Sino al 31 luglio è poi visitabile l’esposizione (S)colpiti dalla crisi, a cura di Francesca Canfora, una collettiva di scultori emergenti che affronta il tema della crisi attraverso i molteplici linguaggi della scultura.

Gli artisti che espongono sono Daniele Accossato, Simone Benedetto, Nazareno Biondo, Nicolò Borgese, Olivier Genre, Daniele Miola, Renato Sabatino e Valeria Vaccaro.

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Le sculture, collocate sia in interno che in esterno, sebbene estremamente diverse tra di loro per poetiche e modalità di realizzazione, rivelano, accanto ad immaginari sinistri (ovvio, verrebbe da dire, dato il tema delicato frutto del periodo storico nel quale viviamo), spunti ironici che stemperano piacevolmente l’intero contesto lasciando allo spettatore la possibilità di un mezzo sorriso.

È il caso delle sculture in marmo di Nazareno Biondo, che reinterpreta attraverso l’iperrealismo gli oggetti simbolo della nostra società dei consumi (rifiuti di una società che ha i giorni contati: si veda la lattina di coca-cola con incisa la data della profezia dei Maya).

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Talento sopraffino è quello di Daniele Accossato, che estrapola i soggetti delle sue opere dal loro contesto originario per inserirli in visioni al confine tra il ludico e l’inquietante, mentre Simone Benedetto, attraverso la sperimentazione sui materiali, affronta la tematica spinosa ed attuale del soggetto/oggetto (l’uomo diventa Identity for sale).

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Feticcio risulta invece, per Daniele Miola, la femminilità nella sua essenza più pura e primordiale (si veda l’orso/feticcio ricoperto di chiodi), mentre l’uomo nel suo rapporto con la natura è il tema dei lavori di Olivier Genre.

Il poliedrico Renato Sabatino utilizza nei suoi lavori varie tecniche e materiali, mentre da un museo di anatomia sembrano usciti gli animali di Nicolò Borgese. Infine l’elemento principe della ricerca di Valeria Vaccaro: il fuoco.

Un fuoco che distrugge ma al tempo stesso purifica ed è capace, finalmente, di divenire forza rigeneratrice e creatrice di nuovi mondi.

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Destinazione d’uso

29 giugno – 9 novembre 2014

(S)colpiti dalla crisi

15 giugno – 31 luglio 2014

Castello di Rivara

Piazza Sillano 2, Rivara (To)

Emanuele Bussolino

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