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Il racconto di una vita attraverso canzoni universali

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Il racconto di una vita attraverso canzoni universali
Il racconto di una vita attraverso canzoni universali
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Sabato 28 giugno è tornato in scena, in una veste rinnovata, al Teatro Araldo di via Chiomonte, Let Me Tell You a Song, ovvero la storia di tre generazioni raccontata sul palcoscenico da un attore (Corrado Pumilia, che ha riscosso largo consenso da parte del pubblico che gremiva la sala), tre voci (Monica Carelli, Valter Barbera e Alberto Trevisiol) e i musicisti della The New Jaki O’ Music Band.

La regia di questo primo lavoro teatrale firmata da Monica Carelli “scivola” in modo evidente soltanto in apertura e chiusura di spettacolo.

Per il resto, a parte qualche trascurabile anacronismo è tutto intelligentemente incastrato con l’obiettivo (centrato) di offrire al pubblico un piccolo prodotto con un potenziale davvero esplosivo. Non serve portare in scena produzioni costose, se e quando le cose vengono fatte per bene, a partire dall’idea… e devo dire che l’idea del viaggio nella musica (e nella storia) di tre generazioni attraverso un silenzioso, ma palpabile confronto fra generazioni è un ottimo punto di partenza (nonché un traguardo sicuro, a se si esclude un ulteriore “scivolone” proprio sul finale, quando si è pensato di rendere la politica parte di uno spettacolo che col teatro civile non ha assolutamente nulla a che fare).

Il racconto di una vita attraverso canzoni universali

Le note viaggiano sugli strumenti, così come le immagini di coloro che sono entrati a buon diritto nella storia musicale del Novecento scorrono su un televisore di quelli che negli anni Ottanta erano già “vecchi” di almeno una quindicina d’anni…

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Le voci di Monica Carelli e Valter Barbera conducono il pubblico quasi per mano in un viaggio “gypsy”, nel senso nomade del termine, che sta proprio a voler significare la vita di un nonno da lui percorsa a ritroso per meglio confrontarsi col nipote sul rapporto dell’uomo con la Musica. Ma racconta anche il percorso artistico di una cantante-regista provetta, che è riuscita a concretizzare sul palco un suo sogno insieme a dei cari, nuovi amici.

Efficaci quasi tutte le scelte drammaturgico-musicali, perfino il disegno luci rasenta un senso di apoteosi. Un limite è rappresentato dall’interpretazione di alcuni brani portati al successo da celebri musicisti e gruppi (da Rabagliati ai Platters, passando per i Doors e i Procul Harum), che affidati a una voce femminile e due maschili sembrano costringerli a procedere verso direzioni difficilmente contestualizzabili agli occhi di parte del pubblico.

r.mazzone@mole24.it



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