Home Cronaca di Torino La Torino del futuro: matrimonio in Comune, pochi bambini e un crogiolo...

La Torino del futuro: matrimonio in Comune, pochi bambini e un crogiolo di culture diverse

8
SHARE
Tempo di lettura: 2 minuti

Da quando ieri è stato diffuso l’ultimo rapporto Istat, i telegiornali non parlano d’altro: In Italia non nascono più bambini e la popolazione invecchia sempre di più.Numeri alla mano è vero che, nel 2013, si è toccato il minimo storico di nascite, 514mila, ed è altrettanto lampante che gli over 65 continuano a crescere (rappresentano ora il 21,4% del totale della popolazione).

Le singole regioni, ovviamente, riflettono l’andamento generale del Paese ed il Piemonte non fa eccezione, anzi, è in piena media: 1.400 neonati in meno del 2012, 1,42 figli per donna (il 20% dei quali proviene da madri straniere) ed aspettativa di vita che sale a 79,8 anni per gli uomini e 84,6 per le signore.

L’età media dei 4 milioni e 436mila piemontesi è di 45,9 anni, ma è importante notare come gli under 14 siano solamente il 13% della popolazione, di contro al 24,1 di over 65 (quasi 3 punti percentuali in più del dato su base nazionale).

Tutte le province ed i capoluoghi di regione vedono crescere il numero dei propri abitanti: sale di oltre 30.000 persone, assestandosi ora a 902mila, poi Novara a 104mila ed Alessandria 94mila. Asti è la quarta città piemontese con 76mila abitanti, Cuneo ne ha 56mila,Vercelli 47mila, Biella 45mila, chiude Verbania con 31mila.

Correlato:  Dal ToBike al Bike Pride, Torino sempre più su due ruote

Un trend positivo dovuto in buona parte all’immigrazione che però nell’ultimo anno ha rallentato notevolmente i propri ritmi, sia in Italia che in Piemonte.

Il tasso migratorio dall’estero nel 2013 è stato del 2,5 per mille, in calo dell’1,8 rispetto al 2012 e le nazioni di provenienza sono tante, ma ben definite. A Torino, per esempio, ci sono 138mila immigrati (si contano solo quelli regolari) di cui quasi la metà (52mila) sono romeni, seguiti dalla comunità marocchina con 19mila unità e, a sorpresa, da quella peruviana che sotto la Mole raduna ben 8.715 residenti.

Il Piemonte non è più invece terra d’approdo per i migranti in arrivo dal Mezzogiorno che preferiscono Valle d’Aosta, Bolzano o Trento, mentre è cresciuta di molto, (in tutta Italia) l’emigrazione verso Paesi con situazioni economiche più floride, leggasi nello specifico Regno Unito, Germania o Svizzera.

1259_web1

In ultimo, i dati Istat rivelano che i matrimoni celebrati sono in calo.

Nel 2013 in Piemonte si è lanciato il riso “solo” 12.849 volte, il 54% delle quali al termine di un rito civile, il 45,8% di un rito religioso.

Curioso notare come in Piemonte, al contrario della media nazionale, le coppie preferiscano statisticamente sposarsi in municipio e non in chiesa.

La Redazione di Mole24



Commenti

SHARE