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Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

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Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam
Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

Una nuova tornata di mostre, che ci terrà compagnia per tutta l’estate cittadina, è di scena alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.

Se il 30 giugno calerà il sipario sulla mostra dedicata ad Ettore Spalletti (si veda http://www.mole24.it/2014/03/27/il-miracolo-del-colore-nello-spazio-ettore-spalletti-alla-gam/), il 13 di questo mese ha inaugurato, presso gli spazi del Gam Underground Project, il terzo capitolo del progetto Dialoghi con la personale di Julião Sarmento, poliedrico artista portoghese (è nato a Lisbona nel 1948).

Come nei precedenti capitoli di questo progetto, l’artista invitato è chiamato a confrontarsi con opere della collezione permanente del museo.

Se la scelta di Omar Galliani era ricaduta sui paesaggi di Fontanesi, Sarmento si confronta con due artisti, temporalmente più vicini a noi, percepiti come due differenti modelli cui ispirarsi: Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964) e Sol LeWitt (Hartford, 1928-New York, 2007).

Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

Due modelli distanti tra loro per ricerca artistica e substrato culturale (l’uno legato alla tradizione pittorica italiana, l’altro padre del minimalismo e del concettuale a stelle e strisce) ma vicini per l’attenzione rivolta agli aspetti formali della ricerca stessa.

È con le infinite varianti di Morandi sulla pagina dipinta e con le analisi su forme, volume e spazio di LeWitt che Sarmento si confronta per proporci la sua visione del mondo, che l’artista portoghese rappresenta attraverso l’utilizzo di differenti mezzi: la pittura, la fotografia, il video, la scultura.

Le opere sono presentate secondo criteri tematici: dai lavori che ruotano intorno al tema della figura femminile accostata all’oggetto a quelle dedicate all’architettura.

Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

A far da contraltare ai lavori di grande dimensione dell’artista portoghese pensano le intime e preziose nature morte del maestro bolognese, presente con due oli su tela ed una serie di disegni, che a loro volta dialogano con la scultura bianca minimal Complex Form #52 di LeWitt.

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Negli spazi adiacenti al Gam Underground Project vengono presentate le opere dei tre vincitori dell’ars viva Fine Arts Prize 2013/2014, premio assegnato dal Kulturkreis der deutschen Wirtschaft im BDI e.V.(Association of Arts and Culture of the German Economy at the Federation of German Industries) ad artisti under 35 residenti e attivi in Germania: Björn Braun (Berlino, 1979), John Skoog (Malmö, 1985) e Adrian Williams (Portland, 1979).

Questi ultimi sviluppano all’interno della mostra, curata da Anna Masini, il tema Truth/Reality, ovvero del concetto di storia che può essere al tempo particolare e universale, letta in una duplice direzione, come in un cerchio nel quale inizio e fine coincidono.

Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

Salendo al secondo piano, ospite del terzo appuntamento del 2014 di Surprise, ciclo di mostre curato da Maria Teresa Roberto e volto ad indagare la ricerca artistica torinese nei decenni 1960 e 1970, è Piero Fogliati (Canelli, 1930). Dell’artista astigiano sono presentati alcuni dispositivi sonori e luminosi, due dei quali acquisiti dalla Fondazione De Fornaris per le collezioni della Gam e mai esposti sino ad ora.

Quelli di Fogliati sono dispositivi figli di una mente geniale e di uno spirito utopistico, che portano l’artista, sin dagli anni Sessanta, ad avviare una ricerca sul confine tra arte, scienza e tecnologia.

La fantasia ed il talento di Fogliati lo portano ad immaginare ed a sviluppare l’idea di una radicale metamorfosi della città contemporanea, una vera e propria utopia urbana fatta di luci, di colori e di suoni: i frutti di tale utopia sono le opere che lo spettatore può ammirare accompagnate dai disegni della serie La città fantastica, realizzati tra il 1967 ed il 1970.

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Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

Infine, recandosi verso l’uscita, come al solito è d’obbligo una sosta al piano terra per la rassegna Vitrine, giunta al quarto appuntamento. Ospite il duo Alis/Filliol, che per l’occasione ha realizzato un’installazione,

La comunità immobile, composta da quattro sculture, disposte in maniera tale da creare delle narrazioni interne. L’interesse degli artisti è rivolto all’utilizzo di differenti materiali: tutte le sculture sono infattirealizzate con materiali che mescolano elementi naturali e di recupero con prodotti artificiali ed industriali: cera, gesso, legno ma anche polistirolo, ferro e grasso meccanico.

Il tutto è finalizzato alla ricerca di un non finito nella scultura, in opposizione radicale ai canoni della statuaria classica. Ne vengono fuori dei gruppi scultorei che potrebbero definirsi ‘in putrefazione’: figure marce, in decomposizione, che hanno perso il loro aspetto originario e sono, in alcuni casi, totalmente illeggibili. Metafore, forse, di una società che, senza più valori ed obiettivi, si sta poco alla volta decomponendo.

Dai dialoghi di Sarmento alle utopie di Fogliati: nuove mostre alla Gam

Julião Sarmento. Lo sguardo selettivo

12 giugno – 31 agosto 2014

Ars viva 2013/2014. Truth/Reality

25 giugno – 7 settembre 2014

Surprise. Piero Fogliati

Vitrine. Alis/Filliol

25 giugno – 14 settembre 2014

Gam

Via Magenta 31, Torino

 

 Emanuele Bussolino

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