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Il Falò di San Giovanni è caduto dalla parte giusta

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Il Falò di San Giovanni è caduto dalla parte giusta
Il Falò di San Giovanni è caduto dalla parte giusta

Se hanno un fondo di verità gli auspici che arrivano dal fuoco di San Giovanni, i dodici mesi che attendono Torino potrebbero essere positivi.

Il Falò, o meglio, Farò, che ieri è stato acceso dal sindaco Fassino, secondo un rito officiato da oltre duemila figuranti dell’Assocassion PIemonteisa, è caduto dalla parte giusta.

La Pira, che in alto recava come sempre il simbolo della città, è stata accesa al termine di un corteo folkloristico per le vie del centro, e il suo ardere è stato seguito come sempre dall’apprensione dei cittadini.

Il Falò di San Giovanni è caduto dalla parte giusta

Il perchè, il vero torinese lo sa: a seconda del lato dove il Farò va a cadere, si preannuncia un anno di sventura, oppure di fortuna.

Ieri il fuoco è caduto dalla parte giusta, cioè verso Porta Nuova. Bene.

Ma da dove nasce la tradizione del fuoco per San Giovanni?

La festa del Santo Patrono cade in una data molto particolare, che di religioso ha molto poco: il solstizio d’estate, un passaggio che porta la Terra dal predominio lunare a quello solare, e che porta per i terrestri la notte più breve dell’anno.

Il rito del fuoco è quindi qualcosa di slegato al festeggiamento religioso, ma serviva, e forse serve ancora, per esorcizzare la paura del cambiamento, attraversando una delle notti più cariche di energia dell’anno.

E non accade solo a Torino, se è vero che anche un gruppo musicale celebre anni fa, i Csi (ex Cccp), scrissero una bellissima “Fuochi nella notte (Di San Giovanni)“. Ma tornando alla nostra terra, da secoli sulle colline e sui monti si accendevano i fuochi per cacciare demoni e streghe e prevenire le malattie.

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Il Falò di San Giovanni è caduto dalla parte giusta

Peraltro, tipica del Piemonte è la credenza secondo cui questo fuoco, in questa notte, serva per conservare i frutti della terra, difendersi dalle intemperie della natura, assicurare buoni raccolti.

Non a caso tradizione vuole che nella pira vengano bruciate erbe vecchie (proprio a simboleggiare il cambiamento).

Ma quando nasce questa usanza?

San Giovanni è patrono di Torino dal 600 dopo Cristo, data in cui è provata l’esistenza di una chiesa a lui dedicata.

Nel Medioevo Torino iniziò a fermarsi per il Patrono per due giorni, organizzando corse con i Buoi in Borgo Dora. Il 23 giugno, già all’epoca, proprio come ieri, si accendeva il Falò in piazza.

Già allora, quindi, si univa il rito pagano a quello cristiano, con la processione dalla Cattedrale a Palazzo Civico con le reliquie del Santo e la benedizione conclusiva della celebrazione.

Poi un periodo di buio in questa celebrazione, che fu ripresa una quarantina d’anni fa proprio dall’Associasion Piemonteisa, che se ne occupa per l’esattezza dal 1971.

Adesso che siete stati edotti sulla storia del Falò, e che siete rasserenati dal fatto che i prossimi 12 mesi non porteranno sfortune sotto la Mole, godetevi i fuochi, quelli d’artificio, di questa sera.

Andrea Besenzoni – dati storici: Torinocuriosa

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