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Color Run: i colori da dove arrivano?

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Color Run: i colori da dove arrivano?

Sono trascorse alcune settimane, ma la Color Run, svoltasi a Torino lo scorso 10 maggio, fa ancora discutere.

Da un lato i colori usati, di provenienza cinese. Dall’altro l’imbrattamento delle strade. Color Run: i colori da dove arrivano? Questo, quantomeno, secondo quanto ha dichiarato, in un’interpellanza, il Consigliere Comunale Federica Scanderebech: “I partecipanti sono stati circa 10 mila, paganti ben 23 euro ognuno, ad ogni chilometro venivano lanciate delle polveri colorate “Made in China”, importate dall’India.

La SGS, Società privata di certificazione e analisi, con sede a Shanghai (China), in data 20 agosto 2013 dichiara, tramite un test durato 20 giorni, che tali polveri se usate a piccole quantità, non sono nocive, ma potrebbero causare irritazioni al corpo se entrassero in contatto con gli occhi ed all’apparato respiratorio se inalate in modeste quantità; improbabili, ma possibili, potrebbero essere le reazioni sulla pelle.

Da tale certificazione si evince anche che occorre assolutamente tenere le polveri lontano dal naso, bocca ed occhi dei bambini al di sotto dei 3 anni

“. Questo il contenuto dell’interpellanza, che continua: ”Purtroppo, però, oltre a colorare le persone, sono state dipinte tutte le strade limitrofe alla gara podistica, oltre al percorso medesimo e sono rimaste imbrattate per molti giorni successivi, suscitando non poche polemiche tra cittadini e commercianti.

Esattamente un anno fa il cimitero di Cervia (Emilia Romagna) venne imbrattato da tali polveri proprio a seguito della tappa di questo format Usa, suscitando molte polemiche, diatribe anche a Forte dei Marmi città che non hanno più voluto avere a che fare con tale manifestazione.” Non manca dalla consigliera anche una stoccata all’Amiat, rea di avere “lucrato” dall’iniziativa e dalle sue conseguenze:

“Trovo Torino sia stata lodevole nell’ospitare tale manifestazione, tuttavia l’organizzazione di Milano RCS Sport Spa, non ha mantenuto gli accordi per il ripristino della pulizia del Parco del Valentino e delle strade adiacenti, così che molti commercianti, a ridosso del percorso della manifestazione,  hanno dovuto provvedere privatamente alla pulizia delle vetrine e dei marciapiedi adiacenti alle loro attività. 

Sembrerebbe anche che Amiat abbia incassato ben 610 euro per la pulizia, ma non parrebbe che tale intervento di igiene ambientale occasionale richiesto abbia avuto i suoi frutti, viceversa per fortuna che un temporale improvviso abbia provveduto  a ripristinare la normalità”.

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 Color Run: i colori da dove arrivano?

E infine, la chiusura di Scanderebech, che fra l’altro è capogruppo, ma di un gruppo (Al centro con Scanderebech) di cui, a leggere dalla composizione del Consiglio Comunale torinese, fa parte solo lei:

“Mi auguro che tutto ciò non si verifichi nuovamente nelle prossime occasioni, tra cui al Festival Holi Fusion del 12 luglio al Parco Dora, dove ogni ora verranno ancora un’altra volta sparate delle poveri colorate. E’ inaccettabile che per ospitare grandi manifestazioni dobbiamo sottostare alle loro regole senza imporre noi un adeguato ripristino della normalità a manifestazione conclusa.

Anticipo, dunque, una mia nuova interpellanza sull’Holi Fusion Festival e sulla Cena in Bianco.”  

La Redazione di Mole24

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