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Authority dei Trasporti: dopo neanche 12 mesi torna a Roma?

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Authority dei Trasporti: dopo neanche dopi 12 torna a Roma?
Authority dei Trasporti: dopo neanche dopi 12 torna a Roma?

< Scusate, abbiamo scherzato>.

Ipotiziamo che potrebbero essere queste le parole d’apertura  del documento con cui Palazzo Chigi, nei prossimi giorni, potrebbe comunicare al sindaco di Torino, Piero Fassino,  e al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, la decisione di trasferire l’Authority dei Trasporti dalla nostra città a quei di Roma

Il Decreto della Pubblica Amministrazione, che prevede l’accorpamento di tutti gli enti di vigilanza nella capitale, verrà votato questa mattina dal Governo – venerdì pubblicato sulla gazzetta Ufficiale – e se non verranno apportate modifiche dell’ultima ora, al momento improbabili, dovrebbe  trasferire l’Autorità dei Trasporti  lontano dall’attuale sede del Lingotto.

Authority dei Trasporti: dopo neanche dopi 12 torna a Roma?

Contro la decisione dello spostamento si sono schierati sia il primo cittadino di Torino, sia il neo presidente della Regione Chiamaparino che di comune accordo hanno scritto una lettera al primo ministro Matteo Renzi.

Pur comprendendo l’obiettivo di razionalizzazione che ispira la decisione di unificare in una unica sede le diverse Authorities – si legge sulla missiva – la decisione di stabilire la sede dei Trasporti a Torino deriva da ragioni che tutte mantengono oggi la loro validità”. Tra queste il fatto che l’area torinese è “uno dei più grandi hub automotive”; la presenza a Torino di “un Politecnico universalmente riconosciuto di qualità, con specifiche alte competenze nel campo della mobilità; di centri di ricerca, innovazione e tecnologie nel campo della mobilità e dei trasporti di caratura internazionale”.

 

Authority dei Trasporti: dopo neanche dopi 12 torna a Roma?

Insomma, sono tante, tutte buone e razionali le ragioni per cui sarebbe ovvio lasciare all’ombra della Mole Antonelliana questi uffici, non ultimo il fatto che siano già 4.000 le imprese che fanno attualmente capo a questo organo,

Una rinuncia che però fa storcere il naso ai torinesi che sarebbero anche disposti a subire lo spostamento di sede senza lamentarsi troppo, consci del ridimensionamento dei costi in atto all’interno dell’apparato burocratico dello Stato in un momento di profonda crisi , se non fosse che la decisione di trasferire in città questi uffici risalga a meno di un anno addietro, alla fine dello scorso mese di agosto.

Infatti, la sensazione che si respira in città è quella di aver subito oltre il danno l’ennesimo beffa,anche se sarebbe scrivere di ennesimo  scippo ai danni della nostra Torino.

 

La Redazione di Mole24

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