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“E’ sempre in ritardo”: ovvero quando i peccati sono davvero mortali

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“E’ sempre in ritardo”: ovvero quando i peccati sono davvero mortali
“E’ sempre in ritardo”: ovvero quando i peccati sono davvero mortali

Prosegue fino a luglio la stagione al Teatro Principessa Isabella, di via Verolengo a Torino, organizzata dall’Associazione culturale Barbari Invasori, in collaborazione con la Circoscrizione 5.

Sabato 14 e domenica 15 giugno è andato in scena “E’ sempre in ritardo”, una commedia pulp di Walter Revello, nel nuovo allestimento diretto da Massimo Chionetti per la compagnia Thealtro.

Sei perfetti sconosciuti si ritrovano tutti nello stesso bar a consumare lo stesso cocktail, il Vampiro. Ci sono però un paio di dettagli che li accomunano: sono tutti dei serial-killer e sono stati tutti licenziati dallo stesso datore di lavoro. Decidono così di rapirlo, per farsi prima svelare tutte le sue tecniche mortali segrete, con l’intenzione di ucciderlo, così da guadagnare maggiore notorietà nell’ambiente e potersi tutti insieme mettere “in proprio”.

“E’ sempre in ritardo”: ovvero quando i peccati sono davvero mortali

La particolarità di questa squadra ben assemblata di spietati assassini è che ogni componente non usa il proprio vero nome, ma si fa chiamare come uno dei sette peccati capitali. Ma accade che durante le ore di prigionia e “tortura” del Capo, ciascuno dei serial killer sia indotto a raccontare al pubblico qualcosa di sé e del suo metodo di portare la morte, legato appunto a uno dei vizi capitali.

In questo modo però Avarizia, Invidia, Accidia, Lussuria, Ira e Superbia, rivelando ciascuno le proprie debolezze, si eliminano l’un l’altro alla presenza di un impassibile datore di lavoro che, come uno scaltro Grande Fratello, tiene le fila di tutta la vicenda. Ma non è il solo perché (quasi) sempre presente in scena (dietro al bancone) c’è il barista (Massimo Chionetti), il quale sembra disinteressato, ma in realtà osserva quello che gli sta capitando intorno con un certo gusto.

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“E’ sempre in ritardo”: ovvero quando i peccati sono davvero mortali

Sorprendente Enrico Cravero nel ruolo dello scaltro “burattinaio”, che intrappola le sue vittime in un gioco al massacro, in stile “Invito a cena con delitto”. Originale anche l’idea di uno dei personaggi (la Superbia di Monica Carelli) che interpreta alcuni brani (fra cui corre l’obbligo citare quello di apertura ovvero la versione di “Milord”, portata al successo da Edith Piaf). Carelli, in questo senso, rappresenta un valore aggiunto per lo spettacolo, ma l’elemento ancora più interessante da rilevare è che questa volta la sinergia di lavoro tra l’autore del testo (Revello) e il regista (Chionetti) hanno dato vita a un gruppo di attori (Massimo Moretta, Alessandro Morro, Stefano Bonmassari, Anna Abate, Marina Di Paola) tutti sullo stesso livello che fanno di questa pièce un raro caso di prodotto di evidente qualità, esportabile anche all’esterno del circuito artistico del consorzio culturale Bith (Barbari Invasori-Thealtro).

Roberto Mazzone

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