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Grandi temi per la diciannovesima edizione del Festival delle Colline Torinesi

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Prosegue senza sosta la diciannovesima edizione del Festival delle Colline Torinesi, diretto da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, realizzato in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Il tema di quest’anno, “Le vite di tutti”, presenta un cartellone che prevede 28 spettacoli per 59 recite in dodici spazi.

Tra gli spettacoli in programma, il 9 e 10 giugno Valter Malosti affronta, con Isabella Ragonese, un adattamento dal romanzo breve di Violette Leduc Thérèse et Isabelle, pubblicato integralmente in Italia solo nel 2002, storia della scoperta dell’eros da parte due ragazze in un collegio francese.

Grandi temi per la diciannovesima edizione del Festival delle Colline Torinesi

Si tratta, in realtà, di una lettura scenica del primo vero romanzo di una scrittrice né giovane né inserita nell’establishment letterario, la quarantasettenne Violette Leduc, amata da Cocteau e Genet, la quale aveva già dato alle stampe due romanzi brevi con scarso successo di pubblico. Come i due precedenti e tutti quelli che seguiranno, anche questo libro incendia la propria materia autobiografica.

La storia di piacere tutto al femminile della Leduc fu giudicata “sessualmente scorretta” e ha avuto una storia letteraria tormentata fino al 2000: Thérèse non è nient’altro che il primo nome di battesimo di Violette Leduc, e l’autrice con grande tenerezza poetica e uno stile visionario e febbrile traduce in parole l’erotismo. Sorprende nelle due protagoniste femminili (Isabella Ragonese e Roberta Lanave) l’assenza di qualsiasi sentimento di colpa.

L’omosessualità femminile qui non diventa né dramma né oggetto di rivendicazione.

La passione delle due adolescenti è semplicemente messa in scena per mezzo di una scrittura vibrante, originale e audace. Anche quest’anno prosegue lo straordinario viaggio della compagnia Motus con il Festival delle Colline Torinesi: il 10, 11 e 12 giugno presentano in anteprima nazionale Caliban Cannibal, con Silvia Calderoni e Mohamed Ali Ltaief, performance costruita nell’ambito degli Ateliers de l’Euroméditerranée di Marsiglia. Come cornice, una tenda di primo soccorso per i rifugiati.

Grandi temi per la diciannovesima edizione del Festival delle Colline Torinesi

Il Teatro delle Albe sarà al Festival il 12 e 13 giugno con A te come te, lettura scenica con Ermanna Montanari e due cantanti, per la regia di Marco Martinelli. Un omaggio a Testori e alla sua scrittura giornalistica attraverso tre articoli profetici sulla violenza alle donne, in uno dei quali ipotizza una legge contro il femminicidio.

Fanny & Alexander propone il 15 e 16 giugno Discorso celeste, con Lorenzo Gleijeses, che indaga l’ambito dello sport e dell’esperienza religiosa, singolarmente ma non casualmente accostati. ricci/forte, tornano il 17 e 18 giugno con Still Life (2013), manifesto sul bullismo omofobico. Un omaggio alla memoria dell’adolescente romano impiccatosi con una sciarpa rosa.

I Maniaci d’Amore, coprodotti dal Festival, debuttano in prima nazionale il 18 e 19 giugno con un nuovo titolo, Morsi a vuoto, ovvero quelli della fame, della coscienza, del rimpianto, del dubbio. Michele di Mauro e Carlotta Viscovo il 20 giugno cominceranno un nuovo percorso creativo con il primo studio di The Secret Love Life of Ophelia di Steven Berkoff, bizzarro testo che ricostruisce un ipotetico rapporto epistolare tra Amleto e Ofelia.

Ritorna la compagnia Anagoor che affronta in Virgilio brucia, coprodotto dal Festival e presentato in prima nazionale il 21 e 22 giugno, un testo classico: l’Eneide. Virgilio prima di morire chiese agli amici di bruciare l’Eneide perché incompleta. Non lo fecero. Così abbiamo potuto conoscere le imprese di Enea, scampato alla distruzione di Troia, che per mare raggiunse l’Italia, come i tanti naufraghi di oggi.

Romeo Castellucci e la Socìetas Raffaello Sanzio proporranno infine il 21 e 22 giugno nell’inconsueto spazio di una palestra, Giudizio, Possibilità, Essere tratto da La morte di Empedocle di Hölderlin, che narra come il filosofo agrigentino si sia tolto la vita gettandosi nel cratere dell’Etna. Il gruppo dei personaggi della tragedia verrà interpretato da una compagnia di giovani attrici.

Roberto Mazzone

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