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Contro l’emergenza abitativa scende in campo il Comune

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Contro l'emergenza abitativa scende in campo il Comune
Contro l'emergenza abitativa scende in campo il Comune

La crisi economica continua a mordere forte e a far sentire i suoi pesanti effetti sul reddito di tante famiglie, contribuendo a far crescere, anno dopo anno, il numero delle persone che rischiano di restare senza casa.

Non solo, come abbiamo scritto proprio questa mattina la situazione sfratti a Torino è drammatica.

A evidenziarlo sono i dati raccolti dal X rapporto dell’Osservatorio sulla condizione abitativa della Città di Torino che il vicesindaco Elide Tisi ha presentato qualche giorno fa nel corso del seminario “Tra nuove povertà e bisogni abitativi: quali sfide per i grandi Comuni”, organizzato dall’istituto di ricerca IRS (Istituto per la Ricerca Sociale)
in collaborazione con l’assessorato ai Servizi sociali e alla Casa del Comune di Torino, nell’ambito dell’iniziativa Welforum Grandi Comuni.

Contro l'emergenza abitativa scende in campo il Comune
“Sono tante le famiglie che a Torino vivono una situazione di particolare difficoltà. Gli sfratti per morosità, nel corso del 2013 – ha sottolineato Tisi illustrando il documento sulla condizione abitativa nel capoluogo piemontese – hanno subito un’ulteriore crescita rispetto al 2012, anno in cui si era già registrato un forte aumento rispetto a
quello precedente”.

Contro l'emergenza abitativa scende in campo il Comune
“Il disagio abitativo – ha aggiunto il vicesindaco – è ormai un’emergenza che coinvolge strati sempre più crescenti di popolazione. Il perdurare della crisi economica tende a rendere insostenibili i costi dell’abitare per molte persone, onerosi anche per chi vive in condizioni abitative stabili. Spesso il pagamento del mutuo, o quello di un affitto, assorbe una porzione troppo grande del reddito familiare”.

Cosa fa allora il Comune per venire incontro a queste situazioni di difficoltà? “Si è cercato di coniugare le tradizionali modalità d’intervento, incentrate sull’edilizia residenziale pubblica, con un sistema alternativo, orientato
da un lato al mercato attraverso collaborazioni tra pubblico e privato in un quadro di reciproche convenienze economiche e sociali (ad esempio favorendo, attraverso l’agenzia Locare, il contatto tra la domanda di abitazioni e il mercato privato della locazione), e dall’altro con la ricerca di soluzioni temporanee, come l’housing sociale, per
quelle famiglie che perdono la casa”, le parole di Tisi.

Inoltre, per far fronte all’emergenza sfratti, nel 2013 è stato anche istituito un “fondo salvasfratti”, finanziato con contributi delle fondazioni bancarie torinesi.

Ma non basta:  “Servono inoltre – ha dichiarato Tisi – politiche di contrasto alle povertà non assistenziali, ma generative e, a livello regionale, occorre agire sia attraverso una revisione della legge regionale 3 del 2010 sulla casa, sia mediante nuovi e diversi modelli gestionali delle agenzie territoriali per la casa”.

 

A cura di Redazione Mole24 – fonte: Torinoclick

 

 

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