Home Cronaca di Torino Murazzi, fumata nera dopo la riunione di Fassino

Murazzi, fumata nera dopo la riunione di Fassino

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I Murazzi e i famigerati venditori abusivi di bottiglie e lattine
I Murazzi e i famigerati venditori abusivi di bottiglie e lattine
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Nonostante le promesse, i Murazzi sono ancora bloccati. Ed è già estate.

La macchina per recupero degli spazi sul Lungopo è tra le più complesse: coinvolge vari uffici amministrativi (tra cui l’Ufficio per il suolo pubblico e l’assessorato al commercio), le associazioni di commercianti e i proprietari delle arcate. Secondo le proposte fatte a inizio anno, la zona avrebbe dovuto rinascere a nuova vita già a maggio, trasformandosi per tutta la stagione estiva in un polo per iniziative culturali e di intrattenimento.

Peccato che maggio sia passato senza che nessuna decisione definitiva venisse presa.

A oliare gli ingranaggi della macchina salva-Murazzi ci ha pensato mercoledì scorso direttamente il sindaco Fassino, convocando una riunione straordinaria che mettesse a confronto tutti gli assessori coinvolti.

In primis Domenico Mangone, incaricato al commercio, Maurizio Braccialarghe, che ha la delega alla cultura, e Gianguido Passoni per il patrimonio.

Il nome sotto accusa, però, è quello di Ilda Curti, titolare della delega al suolo pubblico.

Secondo Mangone sarebbe il suo ufficio a trattenere il provvedimento, impedendo de facto l’avvio delle iniziative.

Murazzi, si rischia un'estate al buio
Murazzi, si rischia un’estate al buio

La Curti si è difesa asserendo che si tratta solo di tempi tecnici. L’unica certezza è che neanche questa tavola rotonda ha potuto dare il via al progetto, sempre più a rischio.

Lo stesso Fassino aveva promesso già a marzo una serie di eventi che rilanciassero quello che una volta era un polo della movida torinese.

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Secondo il progetto, le iniziative sarebbero state organizzate nelle arcate di proprietà del Comune, ma affiancate dalla riapertura di alcuni dei locali privati, quelli allestiti in maniera regolare. Se anche il progetto dovesse andare in porto, tuttavia, si tratterebbe solo di una soluzione provvisoria.

Per l’eventuale riapertura definitiva dei Murazzi saranno necessari tempi ancor più dilatati, anche solo per i bandi che riassegneranno gli spazi commerciali. I nomi finora in ballo stridono con quella che era la tradizione delle arcate: la gelateria Marchetti, la caffetteria Costadoro, il pastifico Savuré, la Burgheria.

Attività certamente di alto livello, ma che nulla hanno a che fare con la vita notturna di cui i Murazzi sono stati a lungo protagonisti.

 

Giulia Ongaro



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