Home Cronaca di Torino La lavata di fine anno scolastico: perché noi no?

La lavata di fine anno scolastico: perché noi no?

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Se venerdì scorso vi trovavate a passare da piazza Castello, probabilmente vi sarà arrivato un gavettone dritto sulla giacca o sul tailleur.

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Era l’ultimo giorno di scuola e praticamente tutti gli studenti di Torino, dalle medie alle superiori, si sono ritrovati intorno alle fontane davanti a Palazzo Madama per infradiciarsi e gettare i compagni meno simpatici nell’acqua. Festa riuscitissima, come ormai da qualche anno a questa parte, ma il cruccio è uno solo:

Perché ai nostri tempi non si faceva???

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La risposta, crediamo, è una sola: le nostre mamme. Le mamme di oggi sono più accondiscendenti, ti sgridano con il sorriso sulle labbra e un leggero buffetto anche quando magari hai defecato sullo zerbino della vicina di casa.

Le nostre mamme, invece, e parlo delle generazioni nate tra gli anni ’50 e gli anni ’80, probabilmente ci avrebbero appeso per la pelle del sedere se fossimo tornati a casa lerci e bagnati fino all’osso. “Ma ti sembra il modo di presentarti? A letto senza cena e la tv la rivedrai alla maggiore età!”

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Che poi non era cattiveria, quanto preoccupazione per la salute dei propri pargoli. Donne abituate a infilarti a forza la canottiera il 15 di agosto, come avrebbero potuto concepire che un dodicenne indifeso verso germi e batteri si inumidisse anche solo l’alluce in un glaciale pomeriggio di inizio giugno? “Vedi di tornare subito a casa dopo la scuola e di non seguire quel matto dell’Edoardo, ché sua mamma lo fa andare persino a Judo. Un’incosciente!”

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Grazie mamme per averci protetto dai pericoli della vita sociale e, soprattutto, dalle insidie che una bella lavata di fine anno può portare agli ormoni di noi ex teenager!

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