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6 giugno 1861: l’Italia era appena nata, Cavour moriva

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Il 6 giugno 1861, esattamnete 155 anni, fa moriva Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Cellarengo e Isolabella, padre della patria e primo ministro di quell’Italia nata in larga parte grazie al suo contributo.

Non ci soffermeremo sulla sua vita intensa, fatta di slanci patriottici ed intrighi politici, né sul suo operato come protagonista del Risorgimento italiano prima e statista poi, fino all’ultimo giorno: quel 6 giugno 1861.

Più interessante e misterioso è invece proprio il momento del suo trapasso, a poco più di tre mesi dal suo più grande successo, l’Italia unita.

La morte di Cavour rispecchia tutti i canoni del mistero riservato ai grandi personaggi della storia: in apparenza semplice, un attacco di febbre malarica, ma ammantata di sospetti, avvelenamenti e versioni sussurrate anni dopo.

6 giugno 1861: l'Italia era appena nata, Cavour moriva
Di certo c’è che la malaria non fu una novità, ma una spiacevole costante durante tutta la sua vita, avendola contratta da giovane nelle risaie del vercellese possedute dalla famiglia.

Quando il conte il 29 maggio 1861 accusò un malore, il suo medico curante utilizzò i consueti sistemi per combattere le febbri malariche: salassi, sanguinamento indotto (dal naso) e ghiaccio in testa.

I rimedi non furono però sufficienti e, appena otto giorni dopo, Cavour spirò tra le braccia del suo confessore, padre Giacomo da Poirino. Il religioso gli impartì l’estrema unzione, nonostante le idee anticlericali ben note del malato e la scomunica ricevuta nel 1855 e questa scelta, compiuta in buona fede, lo portò ad un richiamo ufficiale da Roma e ad una sospensione a divinis.

Il mistero si infittisce però a sentire altre fonti che ipotizzano un avvelenamento compiuto in casa della sua amica/amante, la ballerina magiara Bianca Ronzani. Cavour vi andava spesso a prendere il thè e Napoleone III, da sempre avverso alla costituzione di un Regno d’Italia, avrebbe ben studiato le mosse del suo nemico, facendo versare da una spia insospettabile del cianuro dentro la sua tazza già pronta.

6 giugno 1861: l'Italia era appena nata, Cavour moriva
6 giugno 1861: l’Italia era appena nata, Cavour moriva

 

Un’altra, suggestiva versione è quella raccontata in alcuni carteggi dell’ambasciatore britannico in Italia.

Costui seguì minuto per minuto il decorso della malattia dello statista piemontese, raccontando che oltre a salassi prolungati e somministrazione di chinino-oppio, a Cavour venne fatto bere dai medici un infuso di lauroceraso. Sir Hudson affermò senza mezze parole nel suo rapporto segreto che: “Dire che Cavour è morto stamani alle ore 7.05, non sarebbe la corretta definizione di un evento così nefasto. Sarebbe invece più veritiero dire che Cavour è stato condotto alla morte dai suoi fisiatri. Lo affermo apertamente, giacché penso di non essere lontano dalla verità nel qualificare il decesso di Cavour come un assassinio compiuto dai medici”.

Il lauroceraso, infatti, meglio noto come prunus laurocerasus è una pianta tossica da cui si ricava l’acido cianidrico e, in ultima analisi, il cianuro stesso. Far bere del cianuro ad una persona, oltretutto già debilitata, equivale a morte certa del paziente.
Avvelenato o semplicemente vittima della malaria, Cavour morì il 6 giugno 1861, non sopravvivendo che pochi giorni all’Italia appena riunita, la sua Italia, il capolavoro della sua vita.

La Redazione di Mole24

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