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Murazzi, si rischia un’estate al buio

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Murazzi, si rischia un'estate al buio

Non c’è pace per quello che sembra essere diventato quasi definitivamente un ex polo della movida torinese.

Nonostante le rassicurazioni di Fassino in persona, che poche settimane fa si era speso e sbilanciando per garantire la possibilità di una ripresa, con un maggiore controllo, dell’attività dei Muri, adesso sembra che tutto si sia nuovamente arenato.

Il motivo: politico, essenzialmente. Non più le inchieste penali, che avevano portato alla chiusura di molti locali, ma dissidi di Palazzo.

Tre settimane fa la delibera proposta dall’assessore al Commercio, Domenico Mangone, per riportare la vita sulle rive del Po. Da allora niente.

Murazzi, si rischia un'estate al buio

Al di là del fatto che suddetta delibera prevede aperture pomeridiane e serali, ma non turisti: in altre parole, dalal merenda all’aperitivo, al massimo alla cena. Mangone comunque non ci sta, e stando a quanto riportato da Repubblica.it, la settimana scorsa avrebbe sbottato in Giunta: “Pensavo che i Murazzi dovessero riaprire quest’estate, non la prossima. Cosa stiamo aspettando?”

E dire che, come anticipato, era stato lo stesso Fassino a promettere in una lettera aperta: “Dal prossimo maggio e per tutta l’estate  –  aveva scritto in una lettera aperta  –  un programma di eventi e di manifestazioni consentirà a migliaia di giovani e di cittadini di riappropriarsi dei Murazzi”.

Murazzi, si rischia un'estate al buio

E siccome Fassino è sostenitore ormai acclarato del Presidente Renzi, che ha fatto di una serrata road map la sua battaglia di Governo, viene spontaneo “fare le pulci”, e notare che maggio è finito, il bel tempo si avvicina, siamo a giugno e i Murazzi sono deserti.

Ancora Mangone: “Da parte mia e dei miei uffici siamo pronti anche subito a concedere le autorizzazioni commerciali necessarie”. L’assessore Ilda Curti, al centro del contenzioso con Mangone, si limita a replicare che si sta attendendo l’esito di un’istruttoria, come da prassi per ogni evento e manifestazione.

Sempre secondo Repubblica, elemento frenante sarebbe stato il dubbio del dirigente responsabile del Suolo pubblico, Valter Cavallaro: la criticità riguarderebbe i dehors temporanei, non compatibili in tutto e per tutto con le prescrizioni del Piano d’ambito vigente per l’arredo pubblico dei Murazzi.

Alcuni locali, comunque, scalpitano: fra loro  Costadoro, il pastificio Savurè, la gelateria Alberto Marchetti, la Burgheria.

Si spera di capire a breve quale sarà il loro futuro.

 

Andrea Besenzoni

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