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Toro: sei domande dopo Firenze

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Il Toro riacciuffa l’Europa League
Il Toro riacciuffa l’Europa League
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Il rumore dei guantoni di Rosati che mandano in frantumi il sogno europeo del Toro sul penalty di Cerci sta ancora rimbombando nelle orecchie di chi era sugli spalti del “Franchi” o davanti al televisore, ergo non potrà essere un pezzo scritto “a freddo” sul match come dovrebbe capitare per qualsiasi articolo scritto il martedì.

Proviamo comunque a rispondere a qualche domanda emersa durante e dopo la gara che ha lasciato a chi ama il granata un grosso buco dentro.

Toro: sei domande dopo Firenze
Toro: sei domande dopo Firenze

1) LA STAGIONE: IL BICCHIERE E’ MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?

L’annosa questione del tifoso granata, al cui confronto Amleto, col teschio in mano, ha le idee chiare. Su queste righe abbiamo sempre scritto che l’obiettivo, a salvezza conquistata, sarebbe stato provarci fino all’ultimo secondo per agganciare l’Europa League e poi fare i conti alla fine. Il Toro ha lottato per l’Europa, con un finale di campionato quasi da sogno e prestazioni ottime, al netto di punti buttati via in maniera dolorosa.

Ovviamente il risultato finale e, soprattutto, il modo in cui è giunto tolgono lucidità al giudizio, ma questa squadra ha ridato orgoglio alla tifoseria con cui, col passare delle partite, si è creata una sorta di simbiosi, ha fatto dimenticare alcuni possibili alibi (l’aver disputato metà girone di ritorno con terzini “adattati”, per esempio), ha giocato sempre a viso aperto e per vincere con tutti e su tutti i campi.

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Al Toro si chiede questo e ce l’ha dato, ergo il bicchiere è totalmente pieno, anche se Rosati l’ha mandato in frantumi nel recupero di domenica.

2) EUROPA LEAGUE: MEGLIO NON ESSERSI QUALIFICATI?

Risposta facile: stiamo scherzando? L’Europa League avrebbe garantito un discreto numero di soldi per la società, vetrina e appeal internazionale per i giocatori, oltre a essere un’esperienza splendida per il tifo.

Chi paventava lo spettro della Samp retrocessa (dimenticandosi che più che il preliminare Champions sballa-preparazione contro il Werder, ha fatto la cessione Cassano-Pazzini sostituiti da Macheda) non considerava esempi di segno totalmente opposto (uno su tutti: il Bologna di Mazzone dall’Intertoto alle semifinali di Uefa e Coppa Italia, con in mezzo un buon campionato). Ci sarebbe stato tanto lavoro da fare, essendo impensabile affrontare una campagna europea con l’attuale rosa dal punto di vista di quantità e qualità dei ricambi, ma sarebbe stato bello vedere come la società avrebbe colmato le lacune.

3)LA FIORENTINA SE L’E’ GIOCATA ALLA MORTE O NO?:

Opinione pubblica spaccata sulla questione: i viola si sono scansati o hanno messo più impegno del dovuto?

La risposta che mi sento di dare è che la Fiorentina ha giocato la classica partita di fine stagione, dove c’era chi aveva più stimoli e ha dato tutto come Cuadrado e chi si è mentalmente adeguato al clima vacanziero prima del tempo. La gara ha vissuto di queste contraddizioni con Cerci ora raddoppiato, ora lasciato libero, con momenti di fair play assoluto e qualche focolaio di rissa, con la difesa non sempre dura come quando ci si gioca qualcosa d’importante.

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La brillantezza nella costruzione del gioco rispetto alla poca incisività del pacchetto arretrato, però, rimangono abbastanza in linea con la seconda parte della stagione degli uomini di Montella.

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4) E ADESSO?

Adesso rimangono tanti punti interrogativi che l’Europa League avrebbe, in parte, risolto. I pezzi da novanta rimarranno? Se sì, quali? La stagione sarà un punto di partenza o un punto di arrivo? Le parole di Cairo possono essere interpretate in più modi a seconda delle proprie sensazioni. Non rimane altro che aspettare e resistere a un’estate di voci continue, perché, al momento, non ci sono prove concrete di quello che succederà.

5) E NOI?

E noi tifosi ci siamo ritrovati: trasferte oceaniche, tanta voglia di Toro in città nonostante dirimpettai sempre più ingordi, tanti bambini che rispuntano con quella maglia addosso.

Se il modo in cui si è persa la qualificazione rischia di farci sprofondare nella triste retorica donchisciottesca della “bella sconfitta”, quello  che è successo nella stagione dovrebbe far andare tutto verso il segno opposto: i risultati, le prestazioni, il Toro che lotta, alcuni elementi in Nazionale hanno riportato la gente vicina alla squadra, non altro.

Gli uomini di Ventura hanno chiamato e alla fine anche i più scettici hanno risposto presente. Ripartiamo da qua, l’affetto della gente può fare ancora quel poco di differenza per trattenere i giocatori richiamati da allettanti sirene economiche. Anche se basterebbe vedere la fine fatta da Ogbonna e D’Ambrosio per capire che, talvolta, sarebbe meglio pensarci un attimo prima di partire.

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Toro: sei domande dopo Firenze
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6) E LA LICENZA UEFA?

Notizia di ieri: il Parma si è visto respinto il ricorso per ottenere la licenza Uefa. Se anche il terzo grado di giudizio confermerà il verdetto, i ducali non potranno partecipare all’EL e sarà il Toro a essere ripescato. Nessuna illusione, anche se, storicamente, il terzo grado non ha mai ribaltato il secondo, ma sono già iniziati i discorsi relativi al fatto che “non sarebbe da Toro qualificarsi così”.

E’ ovvio che sarebbe stato infinitamente più esaltante conquistare il pass sul campo, ma sarebbe meglio evitare discorsi del genere, perché si rischia di finire come dopo lo scandalo dei riflettori di Padova, dove chi dissertava su quanto poco granata fosse vincere a tavolino venne accontentato dall’oscenità giuridica che confermò (con un paio di ribaltamenti) il risultato del campo, creando un clamoroso precedente.

Se arrivasse l’insperata qualificazione, ed è un “se” grosso come il mondo, prendiamocela senza tante storie, perché, prestazioni alla mano, ce la saremmo comunque meritata più del Parma, più del Milan, più di tutte le dirette concorrenti con cui si è sgomitato in questo incredibile campionato.

 

Francesco Bugnone



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