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Lo Juventus Stadium si “ribella” alla curva

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Lo Juventus Stadium si
Lo Juventus Stadium si "ribella" alla curva

Se la si guarda dal lato sbagliato, è l’ennesimo caso che conferma la capacità, tutta sabauda, di darsi mazzate da soli. Di rovinarsi, sempre da soli, anche un giorno di festa come quello in cui si celebra lo scudetto numero 32.

Se invece si vuole andare un po’ più a fondo, emerge un fatto forse davvero positivo.

Qual è il fatto? Semplicissimo: nel secondo tempo di Juventus-Cagliari, dal primo anello della Tribuna Sud (allo Stadium non si parla di curve), che pochi minuti prima aveva esposto, suscitando applausi scroscianti e standing ovation, un lungo striscione dedicato agli “Angeli” dell’Heysel, emerge un messaggio, molto più piccolo nella misura, ma più pesante nel concetto.

Lo Juventus Stadium si ribella alla curva
Lo Juventus Stadium si ribella alla curva

“Speziale Libero”.

In questo modo la Sud, o parte di essa, dimostra di essere dalla parte del movimento curvaiolo d’Italia, portato in diretta tv dal famigerato Genny “‘A Carogna”, capo ultrà del Napoli, in occasione della finale di Coppa Italia.

Movimento curvaiolo che inneggia, in nome di un processo ingiusto, o forse del comune odio contro il sistema, rappresentato dalle forze dell’ordine, a colui che è stato condannato in via definitiva per l’uccisione del poliziotto FIlippo Raciti, anni fa a Catania.

Lo Juventus Stadium si ribella alla curva

Ma non è questo il fatto. Ciò che accade dopo, in diretta tv non meno di Genny, è una dimostrazione che qualcosa sta cambiando, forse. Lo stadio, guidato da una rovente tribuna Nord, comincia a fischiare. E non poco: si tratta di bordate. Roboanti se sentite dal vivo ma rumorose, e molto, anche nei televisori.

La Sud risponde con l’ormai classico “Siete un pubblico di M***” e lo stadio riesplode in un’altra sparata di fischi, cominciando a inneggiare alla Juve. Come dire: così si tifa. E a nulla valgono i cori di una sempre più sola Sud “La Juve siamo noi”: lo Stadium ha fatto la sua scelta, e lo ha fatto nel più netto dei modi.

Che in casa Juve ci sia un conto aperto fra la curva e il resto dello stadio è cosa nota, come dimostrano le schermaglie di cori che si sentono molto spesso, contro le tribune ree secondo gli ultras di volere un teatro e non una bolgia.

E sia.

Che la stessa curva della Juve sia fortemente divisa è un altro fatto: per capirci non è detto che chi ha esposto “Speziale Libero” sia lo stesso gruppo che ha salutato i morti di Bruxelles. Un caso simile si è visto poche settimane fa: il primo anello salutava i caduti di Superga, tributando loro onore, il secondo in contemporanea specificava che “l’onore è solo per i morti bianconeri”.

Questo per dire che un’analisi globale è molto difficile, forse impossibile.

Ma un dato c’è: di certe imbecillità pare che i tifosi veri si siano stancati. E ieri lo hanno dimostrato fortemente. Chissà se l’invasione di campo, che l’organizzazione mirava a evitare e che invece proprio dalla Sud è partita, mettendo a rischio la premiazione e facendo saltare il giro di campo dei giocatori, sia stata una studiata rappresaglia

Forse no, ma anche questo, ai tifosi “veri” (a leggere i loro commenti sui Social Network), sebbene in campo sia scesa molta gente tranquilla e non ci fossero solo ultras, ha dato molto fastidio.

Andrea Besenzoni

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