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Trapianti, Torino al top dell’eccellenza

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Trapianti, Torino al top
Trapianti, Torino al top

Torino non è soltanto un buon posto dove nascere, come evidenziano le lusinghiere statistiche dei reparti di ostetricia: recenti studi sul numero di trapianti effettuati sino ad oggi, mostrano come il capoluogo piemontese si collochi ai vertici in Europa per numero di interventi di questo tipo.

Ad agosto scorso è stato effettuato il trapianto di fegato numero 2.500, record assoluto nel Vecchio Continente. Di questi 120 sono stati di un solo segmento del fegato (detti anche trapianti split), 45 sono stati eseguiti in combinazione con il rene, 2 con il pancreas, uno insieme al polmone.

Un primato sia dal punto di vista della quantità sia, soprattutto, dal punto di vista della qualità e dell’efficacia: sopravvivono infatti il 92% dei pazienti adulti ad un anno dal trapianto, e circa l’80% a 5 anni.

I risultati migliorano ulteriormente con i bambini che raggiungono il 97,5% ad un anno dall’intervento.

Più in generale la Città della Salute e della Scienza di Torino ha raggiunto l’estate scorsa il traguardo dei 6.000 trapianti.

Nel solo presidio delle Molinette sono stati effettuati circa 2.800 trapianti di rene, più di 500 di cuore, 200 di polmone e 50 di pancreas.

In quello del Regina Margherita, ospedale infantile, circa 60 trapianti di rene e circa 30 di cuore.

In mezzo a tutti questi interventi ne spiccano in particolare due, per unicità e complessità: il primo è stato un autotrapianto di rene in laparoscopia che ha permesso di rigenerare in condizioni di ipotermia l’organo colpito da una grave e rara patologia (una sorta di aneurisma causata da un’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni) prima di reimpiantarlo nel corpo della paziente, una donna di circa 70 anni.

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Trapianti, Torino al top dell'eccellenza

Il secondo, effettuato a dicembre scorso, è stato un trapianto combinato di polmoni e di cuore su una donna di 50 anni, della durata complessiva di otto ore, primo intervento in assoluto in Italia di questo tipo.

Non va dimenticata anche l’intensa attività di trapianti di cellule staminali emopoietiche: nella nostra Regione sono stati più di 1.500 i trapianti allogenici effettuati negli ultimi 10 anni sia nella città della Salute e della Scienza, sia nei centri esistenti presso gli ospedali San Luigi di Torino, IRCCS Candiolo, Alessandria, Cuneo e Novara.

A oggi più di 36.000 cittadini piemontesi hanno aderito al registro dei donatori di midollo osseo, e 317 di questi hanno poi effettivamente donato le loro cellule staminali emopoietiche a favore di altrettanti pazienti sparsi in tutto il mondo.

Numeri che evidenziano l’eccellenza del nostro comparto medico sanitario e confermano come la crisi e le recenti “spending review” non abbiano pregiudicato l’efficienza e l’efficacia di questo prezioso settore.

Edoardo Ghiglieno

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