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Stefano Benni pubblica la sua Pantera

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Pantera, l'ultima fatica di Stefano Benni
Pantera, l'ultima fatica di Stefano Benni

C’è chi l’ha conosciuto e amato grazie a Bar Sport e alla “Luisona”, chi lo ringrazia per aver convinto la Feltrinelli a tradurre in italiano le avventure dei Malausséne (e poi tutti gli altri libri di Pennac), oppure c’è chi lo legge e lo segue da sempre. Stefano Benni è una di quelle penne e voci italiane di cui andare fieri, una vita che si è intrecciata e si intreccia tutt’oggi con grandi artisti e personaggi internazionali.

Qualche giorno fa, l’8 maggio, la strada di Stefano Benni si è intrecciata con quella del Salone del Libro, l’evento che ogni anno accoglie per le strade di Torino e al Lingotto i nomi più svariati del panorama letterario contemporaneo.

Per l’autore bolognese l’occasione, a due anni da Le Beatrici, arriva per la pubblicazione del nuovo libro.

Davanti a una platea numerosa e composta soprattutto da facce giovani, Benni ha parlato attraverso le parole di Pantera, un titolo tanto intrigante quanto la protagonista ritratta sulla copertina.

“Pantera ha avuto un’infanzia molto dolorosa e vuole il riscatto, non vuole che il suo futuro sia come il suo passato. Quindi va nel posto che richiede maggior coraggio, un mondo maschile del quale desidera diventare la dea. E ci riesce”.

Pantera, l'ultima fatica di Stefano Benni
Stefano Benni pubblica la sua Pantera

 

Benni prende le parti di una ragazza, ma prima di tutto una donna, e inscena la metafora del gioco, visto come un terreno di sfida e di riscatto. In Pantera è una sala da biliardo, un luogo cupo, fumoso, maschile per definizione e spesso sottonerao. Si chiama l’ ”Accademia dei Tre Principi” e i suoi più assidui frequentatori sono giocatori che si sfidano e si scrutano tutte le sere.

La presenza di una donna, giovane e affascinante come Pantera, in un ambiente virile sconvolge gli ordini e le gerarchie innescando una competizione all’ultima steccata.

La storia cede i tratti al poema cavalleresco, dove i giocatori si sfidano per la conquista della bella fanciulla, che, da parte sua, osserva indifferente e supponente. Non è certo la prima volta che Benni dà vita a personaggi femminili, soprattutto nel teatro affida spesso le sue idee a interpreti donne.

“Le attrici hanno maggiore grazia nel gestire un registro che vari dal comico al drammatico. Gli uomini solitamente temono i silenzi, mentre loro non hanno di questi problemi”, spiega al Salone.

Parole che fanno piacere al pubblico femminile e, ancora di più, fa piacere un personaggio come Pantera, una donna che affronta le sue paure e, soprattutto, gli uomini.

Benni crea un modello e un esempio, una donna guerriera “con nelle mani, cervello e cuore un talento meraviglioso”.

L’età di Pantera? Non importa, scrive Benni: “Si è regine a qualsiasi età”.

 

a cura di Giulia Regis Masoero

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