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Benfica, Torino non cancella la Maledizione

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Benfica, Torino non cancella la Maledizione
Benfica, Torino non cancella la Maledizione

Niente da fare: la Maledizione del Benfica non ha superato nemmeno lo scoglio Juventus Stadium.

Non sono bastati gli influssi positivi di tutti i tifosi del Toro, legati a doppio filo ai lusitani, vuoi per il ricordo comune che li lega alla tragedia di Superga, vuoi perchè più prosaicamente hanno eliminato la Juve dalla competizione ospitata proprio dallo Juventus Stadium.

Niente da fare. Il Benfica è andato vicino alla vittoria, la ha sfiorata un paio di volte, e la ha mancata nel modo più crudele: ai calci di rigore. Un match non bello, quello di ieri, che tutto sommato avrà fatto mordere una volta di più i pugni ad Antonio Conte, presente in tribuna seduto nientemeno che vicino a Sir Alex Ferguson.

E con lui a tutti i tifosi bianconeri, molti dei quali si erano assicurati i biglietti per l’evento (si spiegherebbero così i vuoti nel settore est dello stadio?).

Un match brutto, in cui i bianconeri avrebbero fatto di certo la loro figura. Ma suvvia, i bianconeri non c’erano e la Torino granata tifava Benfica. Sperando che si infrangesse, finalmente, la maledizione che vede i lusitani perdere tutte le finali dagli anni sessanta a oggi. Sette, per la precisione.

Otto, dopo gli errori fatali dal dischetto di Cardozo e Rodrigo, che hanno mandato in paradiso il Siviglia sotto la “sua” curva, lanciando ancora una volta il futbal spagnolo in prospettiva mondiale, se si pensa che gli iberici si portano a casa Europa League e, ovviamente, Champions League, che resterà a Madrid in ogni caso.

Comunque, si diceva della Profezia. Ma che cos’è? Si tratta di un anatema lanciato da un allenatore degli anni sessanta, Bela Guttmann. Nel maggio del 1962 il Benfica di Eusebio batte nientemeno che il il Real Madrid di Puskas, Gento e Di Stefano, vincendo la  seconda Coppa dei Campioni di fila. Dopo questa vittoria Guttman chiede, ritenendo di meritarlo, un aumento di stipendio che gli viene negato. Allora lui se ne va, sbattendo la porta, e pronunciando una frase storica: “Da qui a 100 anni il Benfica non vincerà più una Coppa dei Campioni”.

Credenza popolare? sarà, ma da allora le Aquile di Lisbona perdono l’anno dopo con il Milan, nel 1965 contro l’Inter. E poi ancora, nel ’68 contro lo United di Bobby Charlton. vent’anni dopo con il Psv Eindhoven, e poi negli anni 80 con il Milan di Sacchi. Attenzione: qui siamo fermi alla Coppa Campioni, ma ci sono anche due sconfitte in coppa Uefa. Sconfitta nel 1983 dall’Anderlecht e lo scorso anno dal Chelsea.

Ah,già: sconfitti anche ieri: la maledizione continua.

Andrea Besenzoni

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