Home Arte Jan Dibbets: un pioniere del concettuale al Castello di Rivoli

Jan Dibbets: un pioniere del concettuale al Castello di Rivoli

1
SHARE
Jan Dibbets: un pioniere del concettuale al Castello di Rivoli
Jan Dibbets: un pioniere del concettuale al Castello di Rivoli

L’olandese Jan Dibbets (Weert, 9 maggio 1941) è una figura fondamentale per le ricerche di matrice concettuale sviluppatesi tra la seconda metà degli anni Sessanta ed i Settanta.

Dall’8 aprile al 29 giugno è possibile conoscere e farsi un’idea del suo lavoro ormai quarantennale visitando la personale a lui dedicata al Castello di Rivoli, Jan Dibbets.

Un’altra fotografia/Another photography, curata da Marcella Beccaria e allestita in stretta collaborazione con l’artista, prima grande rassegna internazionale che inaugura il programma per il trentennale del museo.

La mostra, allestita al terzo piano della residenza sabauda, presenta la più ampia retrospettiva mai dedicata a Dibbets da un museo italiano, attraverso una panoramica della carriera ormai quarantennale dell’artista, dai primi lavori della fine degli anni Sessanta sino ai giorni nostri.

La ricerca dell’artista olandese si è fin dagli esordi concentrata su un quesito piuttosto problematico e complesso da affrontare: piuttosto che ‘cosa’ vediamo, scrive Marcella Beccaria, i lavori dell’artista portano a chiedersi ‘come’ vediamo, ed è proprio da questi interrogativi fondamentali che essi hanno origine.

In dialogo con alcuni tra i momenti salienti della cultura artistica occidentale, dalla pittura olandese all’arte italiana, e le relative teorie formali e prospettiche, la mente inquisiva di Dibbets ha saputo costruire un innovativo percorso individuale che ha contribuito a sua volta a fondare nuovi linguaggi artistici.

Ed è attraverso il mezzo della fotografia (ma anche del video) che Dibbets si è posto questi interrogativi da condividere con lo spettatore. In questa direzione la mostra si apre con opere, come Horizon Land-Sea del 2007, appartenente alla collezione del museo, che utilizzano l’immagine dell’orizzonte per effettuare un indagine proprio sulla fotografia e sulle illusioni di bidimensionalità insite nella natura del mezzo stesso.

Correlato:  I colori del Piemonte si svelano sabato in Piazza

Sono poi visibili opere storiche dell’artista olandese raramente esposte al pubblico, come Flood Tide del 1969 e Sea-Horizon 0° – 135° del 1972, mentre nella prima sala è presentata una doppia video proiezione del 1971, Horizon-Sea III. Comet Land/Sky/Land 6° – 72° del 1973 fa parte invece della serie Comets, nella quale l’artista compone una serie di fotografie disponendole ad arco.

In un’altra sala sono presentati lavori di Dibbets che effettuano indagini sugli effetti della luce: tra le opere presentate due di esse sono state realizzate a Torino: Daylight-Flashlight.

Outside Light-Inside Light del 1971 e, dello stesso anno, Shadows on the Floor of the Sperone Gallery, realizzata negli spazi della galleria torinese (dove proprio nel 1971 l’artista aveva esposto).

In un’altra sala sono esposte opere appartenenti alla serie New Colorstudies, nei quali l’artista pone l’attenzione su dettagli di carrozzerie automobilistiche e sui riflessi che ne derivano, mentre si prosegue nella visita con le panoramiche fotografiche del gruppo Double Dutch Mountains, la serie The Voyage of Captain SEH del 1976 e quella della Perspective Collection.

Infine, in un’ultima sala è presentata la produzione dell’artista olandese relativa agli anni Ottanta, in cui Dibbets integra la ricerca fotografica con l’uso della pittura, in lavori che prendono spunto da edifici e dettagli architettonici per indagare la tematica della percezione dello spazio: San Casciano Ceiling del 1980, il San Casciano Tryptich degli anni 1983-1984, Kröller Müller Saenredam II del 1987.

Si tratta, dunque, di un’ottima occasione per conoscere il lavoro di un artista che ha tentato, negli anni, una rilettura radicale del mezzo fotografico e delle sue potenzialità e che, riprendendo le parole della curatrice della mostra, è stato uno dei primi a individuare un utilizzo della fotografia quale strumento ‘pensante’, operando una rivoluzione le cui conseguenze sono ulteriormente amplificate nella presente era digitale.

Correlato:  Da domani il fotografo Robert Capa a Palazzo Reale

Jan Dibbets. Un’altra fotografia/Another photography

8 aprile – 29 giugno 2014

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (TO)

Emanuele Bussolino

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here