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4 maggio: Torino caput calcio

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4 maggio: Torino caput calcio
4 maggio: Torino caput calcio

Sarà una coincidenza. Sarà il destino. Ma tant’è: la Juve si laurea campione d’Italia in uno dei giorni più “sacri” della Torino calcistica, granata ma non solo: il 4 maggio, la data della commemorazione di Superga.

Una data, diciamolo a chiare lettere, snobbata dalla Lega Calcio, che adducendo motivazioni – poi smentite dai fatti – di una supposta necessità di contemporaneità di sfide salvezza e Europa League, non ha concesso al popolo granata di avere i propri beniamini presenti a Superga, dove alle 17 (ora dello schianto fatale) si è celebrata come ogni anno la messa in memoria.

I giocatori del Toro a quell’ora, in verità, stavano onorando la maglia e la storia vincendo ancora, in un campo difficile come quello di Verona, e dando ulteriore linfa a quello che, se si avverasse, sarebbe un obiettivo non previsto e per questo straordinario: la qualificazione all’Europa League del prossimo anno.

Poi, a fine partita, sono stati messi di corsa su un aereo e sono arrivati a Torino per le 20, per riuscire ancora a partecipare alla giornata della memoria granata.

Cui peraltro hanno preso parte un bel 15 mila persone a quanto pare, confermando l’attaccamento del popolo del Toro per la sua storia e la bandiera.

Si diceva del fato, che ha voluto che proprio in quei minuti la Juve si laureasse inaspettatamente Campione d’Italia per la terza volta consecutiva e per la trentaduesima complessiva.

Si, trentaduesima: per i tifosi – e la società – quello è l’unico conteggio valido. Inattesa la vittoria, ma non in sè: dopo Sassuolo era proprio questione di sfumature.

Tutti pensavano che lo scudetto sarebbe arrivato stasera, al termine della partita allo Juventus Stadium contro l’Atalanta.

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Invece la Roma, forse senza più gli stimoli necessari, è crollata a Catania regalando ai giocatori bianconeri una festa in ritiro (e una serata libera) e ai tifosi la possibilità di scendere in piazza un giorno prima.

Non moltissimi, i presenti in piazza, in verità, ma fare un paragone è inutile: da un lato perchè per molti forse brucia ancora l‘eliminazione rimediata in Europa League contro il Benfica.

Dall’altro perchè il vero test dell’affetto bianconero sarà il prevedibile bus scoperto che fra due settimane potrebbe fare il giro della città. Ed è quasi scontato che quel giorno in piazza di gente ce ne sarà tantissima.

Andrea Besenzoni

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