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“Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie”. Tina Modotti a Palazzo Madama.

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"Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie”. Tina Modotti a Palazzo Madama.

Il 30 aprile – per i giornalisti, e dal 1 maggio ufficialmente per il grande pubblico – inaugura il terzo appuntamento torinese con la fotografia del 2014.

Dopo Eve Arnold a gennaio – mostra chiusa domenica 27 aprile, dopo mesi intensi, scanditi da un grande successo di pubblico con tanto di code fuori da Palazzo Madama -, Seymour aperta da aprile a Palazzo Reale, sbarca a Torino il fascino ambiguo di Tina Modotti.

Definirla semplicemente fotografa appare quanto meno riduttivo.

"Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie”. Tina Modotti a Palazzo Madama.

 

Al secolo Assunta Adelaide Luigia Modotti detta Tina, nasce in un borgo vicino a Udine nel 1896 da una famiglia socialista.Si trasferisce da bambina in Austria con la famiglia, ritorna in Italia a frequentare le scuole con buon profitto e a 12 anni lavora per il sostentamento della famiglia, in una filanda.

Nel 1913, negli Stati Uniti e precisamente a San Francisco, dove continua il suo lavoro in un’azienda tessile ma frequenta anche la vivace vita culturale e teatrale della città entrando in contatto con artisti e attori, tra cui il poeta e pitttore Roubaix del’Abrie Richey, con il quale si trasferisce a Los Angeles nel 1917.

Qui guarda all’arte a tutto tondo: cinema, poesia, pittura e fotografia. In particolare il mezzo fotografico è usato dalla Modotti per indagine e denuncia sociale, a dimostrazione del suo interesse per la politica che si intensificherà grazie al suo rapporto passionale con Julio Antonio Mella, giovane rivoluzionario cubano – relazione che durerà poco a causa della precoce morte dell’amato.

Si trasferisce in Messico, dove ancor di più la sua arte e la politica si intrecciano in un unicum che segnano inevitabilmente la vita dell’artista. A Città del Messico, infatti, Tina muore colta da infarto.

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Famosa anche per l’amicizia con Frida Kalho – a lei dedicata la mostra monografica primaverile alle Scuderie del Quirinale, ormai appuntamento fisso nel panorama culturale italiano – la mostra vuole in qualche modo creare un legame. Rimanendo fedele alla fotografia.

"Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie”. Tina Modotti a Palazzo Madama.

La mostra ripercorre tutta la sua vita, artistica e personale – da attrice a musa a fotografa.

Un tuffo in un mondo completamente diverso dalla patinata mostra precedente, dove le fotografie raccontavano di reportage in luoghi misteriosi e di personaggi famosi.

Ora, con lo sfondo della cultura socialista e rivoluzionaria più pura, esce fuori e viene riscoperta una delle artiste più socialmente impegnate e politicamente coinvolte del Messico della prima metà del secolo che ha avuto la capacità di lasciare tracce non solo in centro America, ma anche in Europa e Stati Uniti grazie al suo passaggio in queste nazioni.

Un giro del mondo in 80 fotografie (circa).

TINA MODOTTI.

Retrospettiva 1 maggio – 5 ottobre 2014

Corte Medievale di Palazzo Madama, piazza Castello – Torino

Orari e costi

 

G.Copersito

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