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Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti

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Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti
Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti
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Il pittore guarda le umili cose che lo circondano come se intendesse estrarre da esse la loro realtà più nascosta, più vera.

Il sonno della ragione genera mostri, certo: ed io conosco poche immagini, come quelle di Tabusso, così intimamente pervase di angoscia, di segreto terrore, di smarrimento esistenziale…

(Giorgio Bassani, 1970)

 

Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti
Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti

Alla figura di Francesco Tabusso (Sesto San Giovanni, 1930 – Torino, 2012) è dedicata la mostra di inaugurazione della stagione primaverile della Galleria Biasutti&Biasutti, visitabile sino al 10 maggio.

Alle pareti sono esposte circa venti opere che ripercorrono l’arco di tempo che va dagli anni Cinquanta fino al 2008.

È un compendio, un vademecum della ricerca del pittore piemontese , oltre che un vero e proprio omaggio, a due anni dalla scomparsa, alla sua lunga carriera.

In mostra opere degli anni Cinquanta, come Cacciatori con gazze del 1958, in cui già si respira il senso lirico della natura, pervasa dai gesti rituali della quotidianità e della vita contadina (dal comunicato stampa della mostra). Ed è un senso lirico, legato alla campagna e ad un piccolo mondo fatto di gesti e di oggetti quotidiani, che accompagna l’artista sino ai suoi ultimi lavori, risalenti a qualche anno fa.

È un repertorio, quello di Tabusso, fatto di pascoli, di monti, di prati, neve, campi, casette, di contadini, di ragazze bellissime dagli sguardi eternamente malinconici… ma anche di tavoli ricolmi di oggetti a mo’ di nature morte.

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Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti Torino

Sì, nature morte, ma nature morte contadine, semplici, popolate da oggetti e vivande di quelle che ci vengono in mente pensando ad una domenica fuori porta: ci sono repertori di formaggi, melograni, varie tipologie di funghi, uva, ortaggi e tanto altro.

Per non parlare delle rappresentazioni delle ragazze-farfalla, “dai grandi occhi dove galleggiano pezzi di bosco”. In mostra l’esempio più calzante in tal senso è Alberta, olio su tela del 1978: provocatoria, misteriosa, malinconica, la ragazza in primo piano, a seno nudo, si mette in posa per noi, lo sguardo fisso verso un punto al di fuori della tela, circondata e protetta dalle fronde di un albero.

Sullo sfondo il solito paesaggio di campagna, appena abbozzato per non distogliere l’attenzione dell’osservatore dalle forme della ragazza.

Umiltà e ricordo: un omaggio a Tabusso alla Galleria Biasutti&Biasutti Torino

Un’altra ragazza fa capolino in Macelleria, del 1977: in questo caso è in secondo piano e attraverso una finestrella si affaccia curiosa per osservare l’interno di una macelleria, nella quale fanno bella mostra di sé, in primissimo piano, due buoi appesi ai rispettivi ganci (riferimento evidente al tema/mito del bue squartato nella storia dell’arte).

Per finire il filone dei paesaggi innevati, da Tabusso molto amati. In mostra Inverno a Buttigliera del 1971, Contadino con paesaggio del 1986 e Paesaggio nevoso con vischio del 2005: in comune una neve bianca, soffice, avvolgente.

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Negli olii così come negli acquarelli Tabusso ritrova e rappresenta il lirismo delle persone comuni, della quotidianità dei gesti, di una vita vissuta all’aria fresca di campagna (o montagna), in mezzo ai pascoli, a coltivare i prodotti delle nostre terre, nel tentativo, riuscito, di rappresentare le cose non nella loro apparenza, ma nella loro sostanza.

Fu così che Tabusso riprese a dipingere “facilmente” i contadini, le sagre, i paesaggi, i luoghi delle sue lunghissime passeggiate: tutti i soggetti che egli non desume mai direttamente dal vero, ma ricostruisce sul filo dei ricordi.

Giorgio Mascherpa, 1963

 

Omaggio a Tabusso

13 marzo – 10 maggio 2014

Galleria Biasutti&Biasutti

Via Bonafous 7/L Torino

 

Emanuele Bussolino



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