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Aldo dice: 25 Aprile, la musica scenda in strada

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25 Aprile: la musica scende in strada
25 Aprile: la musica scende in strada

Un carro, itinerante per la città, tante note e la scena musicale torinese protagonista.

Questo è Aldo Dice 2014, che domani venerdì 25 Aprile vedrà coinvolto l’underground musicale sotto la Mole: per fare alcuni nomi, Levante, Nadàr Solo, Bianco e Daniele Celona.

Come lo scorso anno le musiche invaderanno la città, ma non solo: per l’occasione è stata incisa una canzone significativa, dal titolo “Ma chi ha detto che non c’è?”:

Il pezzo, anni ’70, è di Gianfranco Manfredi, ed è stata riarrangiata e incisa da Nadàr Solo, Banda Fratelli, Johnny Fishborn, Daniele Celona, Levante, Esma, Diecicento35, Matteo Castellano, Sica, Garden Of Alibis, 2 Fat Man, Pagliaccio, Bianco, Duemanosinistra, Ila rosso, Lo Sburla, Eugenio in Via di Gioia, Il terzo istante, Daniele C.

ll fine della manifestazione è promuovere la scena culturale sotto la Mole, come spiegano gli organizzatori in una lunga lettera, in cui si legge:

Siamo musicisti, organizzatori, tecnici, nuovi operatori culturali. Siamo un sistema complesso, fatto di molte professionalità, che ruota attorno alla musica, all’intrattenimento, alla cultura e alla rigenerazione urbana. Siamo una generazione che ha vissuto con entusiasmo la nascita in città di spazi di aggregazione e che, giorno dopo giorno, se li è visti strappare via. 

Siamo una generazione che nonostante un panorama fatto di finanziamenti pubblici negati, di budget ridotti all’osso, è stata capace di formarsi e avere una propria identità. Siamo quelli che quotidianamente inventano, creano il loro lavoro, arricchiscono L’offerta culturale sul territorio, indipendenti dai grandi eventi e dal circuito mainstream.

Siamo figli di un sistema che vuole convincerci che la musica, l’aggregazione e la cultura non sono più prospettive per il futuro. Noi però pensiamo che la cultura sia lavoro e che il lavoro sia cultura. Il lavoro e la cultura sono i cardini della democrazia, quei perni preziosissimi attorno ai quali ruota la vita di ogni singola persona. I nostri partigiani hanno combattuto e sono morti per donarci quello strumento prezioso che è la democrazia, noi oggi siamo chiamati a difenderlo non con le armi ma con la cura delle persone, con la difesa dei diritti, con la costruzione di possibilità di crescita umana e culturale di ogni singola persona.

Al fine di dare un segnale che possa essere punto di partenza per un nuovo percorso di rigenerazione e rivendicazione abbiamo creato un coordinamento tra soggetti che, non solo condividono questo stesso background, ma che collaborando insieme, hanno reinventato il proprio ruolo sul piano cittadino.

Non siamo un semplice coordinamento di realtà in cerca di spazi ma ci proponiamo come interlocutore politico e sociale, vogliamo far parte del nostro territorio in maniera attiva e concreta, per questo vogliamo costruire e proporre nuovi modelli e nuovi approcci per contribuire a sviluppare l’economia e la cultura a Torino e in Piemonte.

Vogliamo rappresentarci ed essere rappresentati. Siamo stati le promesse emergenti di questa città. Adesso noi siamo il presente”.

Niente male, ma non finisce qui: “Aldo dice, come il famoso telegramma trasmesso dal Comitato di Liberazione Nazionale, vuole essere un segnale. Contemporaneamente il proseguimento e l’inizio di un percorso collettivo che vuole unire le esperienze della generazione “ a budget zero”, che nonostante le difficoltà e l’ostruzionismo è stata capace di farsi spazio alla memoria storica della liberazione, per comunicare a tutti che la lotta è un lavoro quotidiano sostenuto da piccole azioni e che senza cultura la democrazia non può esistere”

Questo il programma: alle 12 pranzo alle Officine Corsare, alle 15 parte il carro, che alle 17.30 arriva al Valentino. lle 22 riparte il giro, fino al Cap10100 in corso Moncalieri, dove dopo mezzanotte è previsto un ricco afterparty.

A cura di Andrea Besenzoni

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