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Test Medicina, il migliore è torinese

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Test Medicina, il migliore è torinese
Test Medicina, il migliore è torinese

Una volta tanto, primo gradino del podio per Torino.

Parliamo degli esiti del tanto vituperato e criticato test di medicina per l’accesso al prossimo anno accademico, in cui il migliore in Italia – in Italia! – è torinese.

Solo il 12 maggio prossimo si sapranno i nomi dei migliori per l’accesso a Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, ma intanto si sa che il suo punteggio è stato di 80 punti. Il torinese può a ragion veduta considerarsi un geniaccio: ha preceduto la bellezza di 63 mila persone.

A Torino però pare si respiri un’aria buona per i medici, se è vero che ben 5 concittadini si sono piazzati fra i primi 100.

Il test consisteva in 60 quesiti, con un massimo di 90 punti ottenibili, 20 come soglia minima, 23 il voto medio nel test, secondo quanto fa sapere il Ministero.

Il fatto è che i posti in tutta Italia sono circa 10 mila, i candidati sei volte tanto.

Si diceva delle polemiche legate al test, ma soprattutto allo stringente numero chiuso, contro il quale nelle settimane scorse il mondo studentesco di tutta italia si è mobilitato.

Ed è accaduto anche a Torino: numerosi flash mob sono stati organizzati, e sui social network sono state pubblicate foto e video che ne sono testimonianza, con l’hashtag #nonumerochiuso e #meritodiscegliere.

E non è che il test, regolarmente svolto, abbia placato le proteste: “Rete della Conoscenza”, uno dei fautori dell’agitazione studentesca, ha organizzato per il 12 maggio una manifestazione nazionale: nella lettera consegnata al Miur, scrivono: “E’ in corso un’espulsione di massa dalle nostre università, meno 58.000 immatricolati in dieci anni in un Paese che ha il numero di laureati tra i più bassi dell’UE.

Il sistema del numero chiuso oggi è realtà per quasi il 60% dei corsi di laurea e non fa che restringere ancora di più l’accesso all’università.

Non è vero che l’Europa ci chiede test selettivi e discriminanti, l’Europa ci chiede di innalzare il numero di laureati e combattere la dispersione scolastica: in questo modo si va in tutt’altra direzione.

Sono i sistemi alternativi di selezione in itinere sperimentati nei Paesi UE, crediamo che analizzarli e discuterli sia in Italia più che mai necessario per rivedere radicalmente lo stra-potere dei test e le barriere d’accesso all’università.” E ancora: “Con i test a numero chiuso si lede il diritto allo studio di migliaia di studenti ma si va a ledere il diritto alla salute.

Uno studio condotto con Link coordinamento Universitario ci dimostra proprio che il “numero chiuso non è salutare” per nessuno, nè per gli studenti nè per il Paese tutto: nel 2018 serviranno più di 20.000 medici e oggi accederanno alle facoltà di medicina solamente 10.551, per non parlare degli scarsissimi finanziamenti alle borse di specializzazione a fronte delle numerosissime richieste da parte delle regioni.
Solo 1 su 7 fra noi riuscirà ad accedere a medicina, è un terno a lotto quello a cui si sta giocando, ciò che non si considera è che in gioco c’è il futuro della nostra generazione e quello del Paese. Come si pensa di poter uscire dalla crisi se non investendo nell’università e nella ricerca, nell’istruzione pubblica in generale?”

Intanto, per chi il test lo ha passato, se il prossimo 12 maggio sarà pubblicata la graduatoria nazionale nominale, gli studenti idonei potranno immatricolarsi solo a partire dal 20 maggio, quando saranno definite le assegnazioni dei posti.

La Redazione di Mole24

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