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Eccellenze del Piemonte: vino e formaggi unico connubio

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Eccellenze del Piemonte: vino e formaggi unico connubio
Eccellenze del Piemonte: vino e formaggi unico connubio

Le eccellenze piemontesi non si limitano ai vini, bensì anche i prodotti che l’arte casearia può offrire tocca alti livelli qualitativi ed offre una buona gamma di prodotti.

Oggi, infatti, vi proporremo una sorta di guida per coniugare insieme i vini della nostra terra con alcuni dei più significativi formaggi piemontesi.

Innanzitutto, bisogna sottolineare che l’incontro tra formaggio e vino riserva delle piacevolissime sorprese e il formaggio permette di creare degli abbinamenti in grado di esaltare i sapori e le caratteristiche di entrambi.

Eccellenze del Piemonte: vino e formaggi unico connubio

Partiamo quindi da due grandi classici: Barolo e Castelmagno.

Se il primo, come già stato detto, viene chiamato il “Re dei vini”, sul secondo si narra che fosse spesso presente sulle tavole dei re, come per esempio su quella di Carlo Magno, quindi va da sé che per un formaggio importante ci voglia un vino importante.

Il Castelmagno fa parte della famiglia dei formaggi erborinati, quindi, se stagionato dai quattro ai dodici mesi, è caratterizzato da una forte aromaticità, sapidità e lunga persistenza gusto-olfattiva che predilige vini di grande struttura come il Barolo, in grado di creare un equilibrio e non sovrastare il gusto deciso e intenso del Castelmagno.

Altra chicca piemontese di antiche origini, è sicuramente la Robiola di Roccaverano.

Questo formaggio, appartenente alla famiglia dei formaggi a pasta morbida a base di latte di capra con l’aggiunta di latte vaccino o ovino, si consuma sia fresco che stagionato. In quest’ultimo caso mette in evidenza il suo carattere suadente, sapido e anche un po’ piccante che trovano la loro massima espressione con per esempio un Gavi di Gavi dal gusto asciutto e persistente.

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Infine ci concentreremo sul Bra, di cui ne esistono due versioni: “tenero” e “duro”, più delicato il primo e più deciso il secondo.

Entrambi vengono prodotti con latte di mucca, ma si differenziano per la stagionatura. Il Bra tenero, data la sua aroma delicata e il gusto intrinseco di latte, predilige vini non troppo strutturati in modo da non sovrastarne il gusto, come un giovane Dolcetto d’Alba. Mentre, riguardo al Bra duro sono da preferirsi vini strutturati, dal sapore asciutto e persistente come ad esempio un buon Barbaresco.

a cura di Clara Lanza

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