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Torino, Crowdfunding di quartiere a favore degli alberi

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Torino, Crowdfunding di quartiere a favore degli alberi
Torino, Crowdfunding di quartiere a favore degli alberi

Vedere un ceppo, ed avere nostalgia dell’albero che magari qualche giorno prima riempiva il paesaggio.

Per i torinesi questa vignetta sembra ormai un cliché, tanto che dopo il relativo successo dell’iniziativa del 2008 “Regala un albero”, ora il Comune di Torino, con le casse al verde (scusate il gioco di parole), vuole mantenere in auge il progetto riproponendolo, in chiave anti-burocratica con diversi cambiamenti.

In primis bisogna dire che la reinvenzione non ha ancora un nome, bensì diventerà una sorta di “crowdfunding di quartiere”. Inoltre quest’ultimo vedrà il percorso donazione-incasso-bando-semina, prima gestito interamente dal Comune, nelle mani del cittadino.

Si potrà quindi decidere assieme agli altri abitanti della zona il punto dove più necessita la presenza di un albero e tutti assieme fare una colletta, comprare e piantare l’albero in questione.

Torino, Crowdfunding di quartiere a favore degli alberi

A differenza di “Regala un albero”, la versione innovativa viene ad essere anche più attenta a quelli che sono i bisogni della città e dei cittadini, visto che i fondi non vengono destinati ai parchi sparsi nel territorio torinese.

Da qui ecco che i 95.000 €, donati nei 5 anni di attività (2008-2013) dai 405 anonimi, hanno arricchito le zone del Valentino, della Tesoriera o della Pellerina ad esempio con alberi quali ippocastani, bagolari, tigli e meli, lasciando scoperte d’altronde molte altre parti di città.

Ora invece con l’occhio vigile del cittadino si avrà occasione di piantare gli alberi lì dove più servono. In una via troppo soleggiata, in una piazzola priva di piante, davanti ad una panchina, in un giardinetto spoglio o addirittura nei grandi viali come corso Vittorio Emanuele o Corso Francia, dove la mancanza di un elemento tra i filari è ben più vistoso che altrove.

Si pensi che le piante abbattute ogni anno per vari motivi si aggirano al migliaio quindi comportando un notevole “cambiamento del volto paesaggistico” motivo per cui solo l’abitante di zona può intervenire nei tempi, nei modi e nella soddisfazione adeguati a quello che sarà l’albero da lui piantato per una vivibilità del quartiere più a portata d’uomo.

 

Damiano Grilli

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