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Dove c’è Caravaggio, c’è pubblico: il fascino della luce.

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Dove c’è Caravaggio, c’è pubblico: il fascino della luce. GAM Torino
Dove c’è Caravaggio, c’è pubblico: il fascino della luce. GAM Torino

E’ approdato alla Galleria d’Arte Moderna di Torino (GAM) il mitico quadro di Caravaggio che ritrae il celeberrimo Ragazzo con il ramarro. E ovviamente dove c’è Caravaggio, si spera arrivino anche i visitatori.

Arrivato da Firenze per strade secondarie, scortato dalla guardia armata, in un camion climatizzato a dovere – come un vero VIP – il celebre quadro è esposto alla Galleria sabauda dallo scorso 10 aprile, per dialogare con le opere di Spalletti, artista contemporaneo che ama giocare con la luce attualmente in mostra.

E quando si parla di luce è linearmente coerente prendere un Caravaggio ed esporlo. Forse un po’ azzardato, forse decisamente fuori contesto, sicuramente un modo per rendere più appetibile una mostra e il biglietto ad esso associato.

La “Visione del ragazzo morso da un ramarro” del 1594, opera dell’artista lombardo ma artisticamente affermatosi a Roma e attualmente di proprietà della Fondazione Longhi di Firenze merita un viaggio, anche lungo. In qualunque parte del mondo, un avvenimento del genere avrebbe occupato le copertine di giornali e le homepage di siti dedicati.

In qualunque parte del mondo, ma non a Torino.

Dove c’è Caravaggio, c’è pubblico: il fascino della luce. GAM Torino

Nella città sabauda anche Caravaggio deve adattarsi al clima riservato e senza urla, tanto da comparire a sorpresa in una stanza buia e illuminato da un semplice faro, che esalta ancor di più la luce della rappresentazione e dell’illuminazione fuori campo proveniente dalla finestra all’interno della composizione pittorica.

Certo azzardato e discutibile la sua collocazione a fine del percorso espositivo di un artista contemporaneo che, è vero è grande estimatore di luce e colore, ma rischia di scomparire di fronte alla presenza di un maestro di tale calibro. Per Spalletti la luce diventa espressione della calma e della pace interiore contrapposta alla visione di Caravaggio in cui essa rappresenta un mezzo per esaltare la forza e la drammaticità delle emozioni.

Viene – malignamente – da pensare che sia più una trovata pubblicitaria che un giusto accostamento. Un po’ come quando si accosta un artista contemporaneo al grande Michelangelo volendo dimostrare come il pittore novecentesco di turno si sia ispirato al grande genio del Cinquecento, dimenticando che tutti i pittori e scultori da Michelangelo in poi a lui si sono ispirati.

Tralasciando le polemiche scientifiche, evitando di cadere nell’inutile tentativo di trovare spiegazioni ad accostamenti che ragioni non ne hanno, non ci resta che ammirare il capolavoro caravaggesco.

Dove c’è Caravaggio, c’è pubblico: il fascino della luce. GAM Torino

Andare in Gam e rimanere affascinati da uno degli artisti che ha rivoluzionato l’arte mondiale, con la sua tecnica innovativa, con le sue scoperte scientifiche che ancora hanno un’aurea di mistero.

Solo questo. Tutto il resto – dagli studi alle ricerche, dalla puzza sotto il naso alle spiegazioni obbligate – lo lasciamo ad altri.

A noi rimane solo il fascino di una luce che esce fuori dal quadro per illuminare la nostra mente e i nostri occhi.

E nessuno dica che sono di parte. Anche se Caravaggio è uno dei miei pittori preferiti non ha certo bisogno della mia umile difesa.

 

L’arte ospita l’arte.

Il celebre Ragazzo morso dal ramarro di Michelangelo

Merisi dalla Fondazione Longhi di Firenze alla Gam, presso la mostra in corso di Ettore Spalletti.

Fino al 15 giugno 2014.

Per orari e costi: Gam Torino

 

di Giulia Copersito

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