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Le Cahier de Cuisine de Madeleine Catherine Elisabeth Jahier in Muston, 1809

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Le Cahier de Cuisine de Madeleine Catherine Elisabeth Jahier in Muston, 1809
Le Cahier de Cuisine de Madeleine Catherine Elisabeth Jahier in Muston, 1809

Qualche mese fa la casa editrice Claudiana, con il contributo dello chef Walter Eynard, ha pubblicato un documento di eccezionale particolarità: Le Cahier de Cuisine de Madeleine Catherine Elisabeth Jahier in Muston, datato 1809 e redatto in lingua francese, lingua ufficiale della Comunità Valdese di allora.

Tuttavia, oggi nello specifico ci occuperemo del documento originale, che a lungo è finito nel dimenticatoio, e delle sue peculiarità.

L’autrice, M.me Muston, moglie del pastore di Bobbio Pellice e madre di sei figli, quattro dei quali portatori di handicap, è stata una donna all’avanguardia per l’epoca poiché gran parte dei ricettari di quell’epoca, ovvero dell’Ottocento, spesso sono stati scritti da cuochi, mentre invece il ricettario in questione è stato scritto da una massaia, ossia da una persona non specializzata professionalmente in materia di arte culinaria.

Si tratta di una raccolta di ricette che si rifanno alla tradizione, come per esempio il budino al sangue di maiale, ma allo stesso tempo si nota anche una grande influenza, nella redazione delle ricette, di piatti e usanze provenienti dal mondo mitteleuropeo e dai cugini d’oltralpe, come testimoniano i numerosi pouding (pudding) e omelette.

Le Cahier de Cuisine de Madeleine Catherine Elisabeth Jahier in Muston, 1809

Nonostante, l’autrice provenga da un contesto borghese, molti degli ingredienti utilizzati all’interno delle ricette fanno parte di quella che viene definita un’ “economia di sussistenza”.

Per esempio, numerose ricette a base di pane, molto probabilmente di recupero.

Di contro, a quanto traspare dal cahier, si nota subito che sono presenti ricette appartenenti a un ambito borghese.

Di fatto, sono numerose le ricette a base di carne, alimento consumato dalle società tradizionali soltanto nei giorni di festa.

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Ancora più significative sono le ricette a base di pesce dato che questo alimento, trovandoci in una zona lontano dal mare, era ben poco reperibile, se non quello di acqua di dolce presente nei laghi, fiumi e ruscelli di queste valli.

Tra le ricette figurano anche una grande quantità di dolci, alimenti da sempre considerati non essenziali per la sopravvivenza

La stesura delle ricette utilizza uno stile semplice, gli ingredienti, con le loro quantità, vengono menzionati all’interno della spiegazione stessa e quindi non a parte, si direbbe quasi che sia una trascrizione di ciò che verrebbe detto a voce.

Perciò la destinazione di tale raccolta molto probabilmente, è all’ambito famigliare, cioè da tramandare di generazione in generazione

Nonostante tutto, quest’opera porta una connotazione innovatrice, proprio perché di solito, nelle società tradizionali, le ricette venivano tramandate oralmente e non si usava trascriverle, anche per il semplice motivo che gran parte delle donne a quel tempo era analfabeta.

 

Clara Lanza

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