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Io Lavoro: edizione da record. Ma il lavoro c’è o no?

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Io Lavoro: edizione da record. Ma il lavoro c'è o no?
Io Lavoro: edizione da record. Ma il lavoro c'è o no?
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Edizione da record quella svoltasi lo scorso fine settimana al Lingotto Fiere, per la kermesse “Io Lavoro”, giunta alla sedicesima replica: 12.700 partecipanti in tre giorni, di cui 1600 studenti delle scuole e delle agenzie di formazione e 600 partecipanti ai workshop.94 aziende e oltre seimila figure professionali ricercate.

Un’edizione dai grandi numeri, quindi, che conferma come Torino, e ovviamente non solo Torino, abbia fame di lavoro e voglia di mettersi in gioco.

Inoltre, a margine della kermesse, non sono mancati temi di interesse nazionale, legati alla visita del Ministro Poletti:

“Abbiamo appreso con molto piacere dalle parole del ministro Poletti che il 1° maggio partirà finalmente la Garanzia Giovani: eravamo molto impazienti, anche perché grazie alla nostra iniziativa del “Lunedì giovani” abbiamo già individuato circa 5mila ragazzi pronti per essere inseriti nel progetto”, sono le parole dell’assessore al Lavoro e alla Formazione professionale della Provincia di Torino Carlo Chiama, che ha espresso soddisfazione per la visita che il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti ha compiuto allo stand dei Centri per l’Impiego presente a Io Lavoro, “dimostrando un’attenzione particolare nei confronti di Torino e del Piemonte”.

Chiama ha apprezzato, in particolare, che il ministro abbia dichiarato che negli anni scorsi l’Italia ha investito nei servizi per l’impiego dieci volte di meno rispetto altri Paesi europei, e che adesso è ora di cambiare verso impegnando risorse importanti in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato. “Visto che Poletti ha dichiarato di preferire il senso pratico e la concretezza alle posizioni ideologiche” conclude l’assessore Chiama, “saremo ben felici di dargli il benvenuto nei nostri Centri per l’Impiego quando vorrà venire a constatare di persona le molte buone esperienze che abbiamo realizzato”.

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Il tutto si colloca in un periodo, manco a dirlo, difficile per il mercato del lavoro e non solo per quello dei giovani.

Secondo la fotografia dell’Istat, a febbraio 2014 gli occupati sono 22 milioni 216 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-39 mila) e dell’1,6% su base annua (-365 mila).Il tasso di occupazione, pari al 55,2%, risulta stabile in termini congiunturali ma diminuisce di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 307 mila, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+8 mila) e del 9,0% su base annua (+272 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 13,0%, sostanzialmente stabile in termini congiunturali ma in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi. I disoccupati tra i 15-24enni sono 678 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,3%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 0,5 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 3,6 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni risulta sostanzialmente stabile sia rispetto al mese precedente sia rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività pari al 36,4%, rimane stabile in termini congiunturali e aumenta di 0,1 punti su base annua. In altre parole: da un lato l’emorragia vera e propria sembra essersi fermata, ma per dire che siamo fuori dalla crisi è presto, molto presto.

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Andrea Besenzoni

(Foto: Pagina Facebook “io Lavoro”)

 

 



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