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Le due movide di San Salvario: il ritorno del Vescovo

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Torino Le due movide di San Salvario: il ritorno del Vescovo
Torino Le due movide di San Salvario: il ritorno del Vescovo
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Lo storico quartiere di San Salvario pare essere in continua trasformazione.

Rappresentato come il Bronx di Torino prima, poi come modello di borgo multietnico, dove la convivenza fra più di cento etnie stava funzionando, oggi è il cuore della Movida, invaso da migliaia di giovani ogni notte, attratti dal grande numero di locali che da un paio di anni hanno sostituito ambigui kebab, panetterie arabe e polverosi giornalai.

Da motore della riqualificazione la proliferazione dei locali della Movida pare esser diventata un vero e proprio problema: in poco più di un mese il vescovo Cesare Nosiglia ha visitato più volte il quartiere.

La prima volta ha voluto vedere con i suoi occhi l’entità della trasformazione: in piazza Saluzzo ha osservato il fiume di persone che attraversa il quartiere da un cocktail bar all’altro, guidato dai giovani della Movida Spirituale, gruppo nato per aprire la chiesa dei santi Pietro e Paolo, che svetta sulla piazza, per coinvolgere i giovani dell’altra Movida, quella fatta di chupito, canti e risse.

 

Torino Le due movide di San Salvario: il ritorno del Vescovo

La visita di Nosiglia, rimbalzata su tutti i quotidiani nazionali, ha avuto il suo effetto e portò nelle settimane successive un enorme dispiegamento di forze di Polizia, insieme ad una retata simbolica (con elicotteri, cani e decine di volanti e camionette) per multare i locali “fuorilegge” e arrestare un gruppetto di spacciatori.

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Le retate infatti continuano da un mesetto, soprattutto di notte, anche se la situazione dello spaccio pare esser sempre la stessa.

Dopo esser tornato sabato scorso, Nosiglia ha presenziato ieri lunedì 7 aprile ad un incontro aperto sulla Movida a cui hanno partecipato anche cittadini, rappresentanti della Circoscrizione, delle associazioni e dei commercianti.

Qui è stato anche presentato un lavoro curato dall’oratorio San Luigi che ha intervistato un’ottantina di giovani, con l’obiettivo di raccogliere proposte su come tutelare gli abitanti della zona dalla “mala-movida”. Mala-movida, così viene chiamata infatti da alcuni residenti, costretti a non poter dormire a causa degli ingenti assembramenti di persone che stazionano per strada fino al mattino e che porta ad altre e spesso spiacevoli conseguenze.

 

San Salvario, non c'è pace per il quartiere della Movida

L’argomento Movida è entrato prepotentemente anche nelle discussioni di palazzo Civico: qui Gianni Ventura, presidente della III commissione permanente, ha proposto addirittura di fare ricorso alla Protezione Civile per arginare il problema Movida e creare una ZTL notturna che “salvaguardi” gli abitanti di San Salvario.

Una proposta che in realtà riguarderebbe solo l’accesso delle automobili, che diventerà libero solo per i residenti nel “quadrilatero”, l’area più antica del borgo (e con più locali) compresa fra corso Vittorio Emanuele, corso Massimo, corso Marconi e via Nizza.

La Protezione Civile dunque dovrebbe farsi carico, con un piccolo contributo economico della Città e con il supporto di alcune associazioni di volontariato (quali, non si sa ancora), del controllo di questi varchi e, nel contempo, di calmare gli animi dei giovani più esagitati.

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Nel frattempo le notti di San Salvario sono sempre più lunghe e con l’arrivo dell’estate i problemi potrebbero aumentare, ma la creatività degli amministratori comunali non è dasottovalutare e sicuramente a breve nuove fantasiose “soluzioni” usciranno dal cilindro senza fondo di Palazzo Civico.

 

Guglielmo Giachino

(Foto sunsalvario.it)

 



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