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Il Toro rimonta e affossa il Catania

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Il Toro rimonta e affossa il Catania Catania 1 Torino 2
Il Toro rimonta e affossa il Catania Catania 1 Torino 2

Non vedevi l’ora che arrivasse il momento della partita. Non tanto per la partita in sé, ma perché in settimana, senza che l’avessi chiesto e ne avessi voglia, è partito il calciomercato.

Un calciomercato, che, quando non sei una cosiddetta grande, spesso diventa sciacallaggio, perché il potere delle parole è in mano a chi si rivolge a te come a una “piccola”, coi giocatori menzionati solo nella misura in cui potrebbero interessare alle suddette grandi e poco importa se di due di quelli finiti alle suddette uno sia ottimo centro-panchinaro e l’altro abbia provato sulla sua pelle i fischi di San Siro al secondo cross sbagliato (poi Torino è una piazza difficile, sì, certo).

A metà settimana un agente Fifa (che poi cosa facciano di preciso queste figure mitologiche, non l’hai ancora capito) afferma che per Cerci al Lato Oscuro del Po si è ai dettagli, poi la società, una volta tanto, smentisce subito con forza (bello o brutto segno?) e pensi che siamo solo ai primi di aprile e che sarà una lunga e logorante estate.

Allora che arrivino in fretta le 15 di domenica. E le 15 arrivano. Il Toro gioca a Catania, contro la squadra che, a dispetto di qualche ottima individualità, chiude la classifica.

C’è aria di contestazione, ma anche di ultima spiaggia, con capitan Izco che scrive addirittura una lettera aperta ai tifosi. Dentro di te pensi: “Vuoi vedere che hanno perso con chiunque e si ritrovano proprio contro di noi?”

L’irrazionalità ti impedisce di ricordare un altro precedente: la Samp che, invischiata nella lotta per non retrocedere, gira addirittura un video per YouTube dove si scusa coi propri sostenitori, chiedendo loro sostegno per le ultime partite. Continuerà a perdere e retrocederà, quindi appello non corrisponde a successo, ma tu non ti fidi, perché il Toro, anche quello di quest’annata positiva, un po’ Rianimatore di Lazzari lo è sempre.

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Il Toro rimonta e affossa il Catania Catania 1 Torino 2
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E arrivano anche le 15.02 e pensi che sarebbe stato meglio non fossero arrivate, perché si è appena avverato ciò che temevi: El Kaddouri perde palla con rara mollezza, Plasil offre a Barrientos che serve Bergessio, Moretti scivola dimostrando di essere anch’egli umano e l’argentino ha un’autostrada verso il vantaggio.

Temi che il Catania, forte della gara in discesa, sfoghi a pallonate la paura della retrocessione, ma i rossoblù non fanno altro, non è proprio annata e stanno lì senza sapere cosa fare dell’1-0, nè ritrarsi, nè pungere. Anche il Toro fa poco, tranne uno sterile possesso palla, e da annotare ci sono soltanto l’ingresso di Farnerud per l’infortunato Kurtic (cambio a posteriori decisivo) e un sussulto a fine tempo che ti fa inveire contro Rocchi.

L’arbitro fischia contro Cerci poco prima che Maksimovic metta in rete: non si può parlare di gol annullato, si può dire, però, fallo inventato.

Nell’intervallo sei fiducioso, non tanto per quanto visto in campo, ma perché sai che molte volte il Toro formato trasferta ha iniziato la ripresa alla grande, anche se, non sempre, le cose sono andate bene al triplice fischio. Anche stavolta Ventura vince fra le mura degli spogliatoi e i ragazzi tornano in campo a macinare gioco. Senza brillare, ma dando l’idea di salire di tono.

Un’azione molto ben costruita porta alla zuccata Immobile, ma Andujar blocca.

Il Toro rimonta e affossa il Catania Catania 1 Torino 2
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Cerci smarca Immobile, ma spunta Rolin e l’azione sfuma. Sugli sviluppi di un corner, Glik calcia da un passo, ma Andujar ci mette un piede non si sa come. Sugli sviluppi di un altro corner ci sarebbe un rigore su Moretti, ma Rocchi soprassiede. Cerci si fa tutto il campo, però calcia debolmente al momento buono. Meggiorini, subentrato a Maksimovic, trova una rete splendida, ma Cerci, autore dell’assist, era in netto fuorigioco. Il gesto di stizza del “Meggio” è eloquente: perché faccio questi numeri quando non vale?

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I minuti passano e non sei arrabbiato, solo irritato perchè non si può perdere una gara così. Però un pizzico di fiducia c’è ancora anche se mancano poco più di 10’ alla fine. Quel pizzico di fiducia sarà premiato. Al 79’ El Kaddouri decide di farsi perdonare l’errore del 2’ e parte col suo tipico ciondolare da marciatore,quindi serve Farnerud, ottimo negli inserimenti “as usual”, il quale non sbaglia. Catania in ginocchio: “proviamo a vincerla” ti dici.

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E la si vince 4’ dopo: ancora “El Ka” a far partire l’azione, Meggiorini sfoga l’insoddisfazione per il gol che ancora gli manca con una torre alla Skuhravy e Immobile, con l’aiuto di una deviazione, riprende (provvisoriamente?) la vetta della classifica dei bomber con Tevez. E pensare che, nelle prime partite, ti sembrava uno con difficoltà sui fondamentali: come ci si sbaglia certe volte.

Manca ancora qualcosa, però, e non solo oggi, ma in tutto il campionato: la parata salva-risultato di Padelli. L’ex udinese sta disputando un campionato dignitoso, nonostante parecchi passaggi a vuoto nelle uscite, ma gli manca ancora la parata che vale tre punti: grandi interventi ne ha compiuti (contro il Milan sia all’andata che al ritorno o la doppia prodezza contro la Roma, per esempio), ma il miracolo che sigilla il successo gli è sin qui sfuggito.

Lo fa quando Izco colpisce bene di testa da corner: Padellone si allunga e respinge d’istinto, prima di esultare come per un gol, meritatissimo. Quando Rocchi fischia la fine, hai la stessa sensazione post-Cagliari. Sei contento. Non pensi a tabelle, futuro, obiettivi (tranne quello di provare a vincerne il più possibile), voci di mercato. Sei solo contento e hai la benzina per tutta la settimana.

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Di questi tempi, non è poco.

 

Francesco Bugnone

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