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Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole

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Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole
Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole

Con il cuore che sanguina ancora per la beffa di Roma, ti accomodi al solito posto senza sentire particolare tensione.

In una posizione di assoluta tranquillità di classifica, e con Immobile e Moretti squalificati, gli obiettivi giornalieri sono:

1. Superare quota 40 punti e centrare il record dell’era Cairo nella massima serie

2. Far ritrovare il gol a Cerci

3. Far trovare la via della rete a Meggiorini

4. Ritrovare la vittoria contro la bestia nera Cagliari, cercando possibilmente di non far segnare Daniele Conti a cui hanno tolto un turno di squalifica giusto per ripresentarsi davanti alla sua vittima preferita, dopo la Roma e al pari del Napoli

Tutti punti rispettabili, ma niente che possa far torcere le budella dall’ansia.

 

Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole
Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole

I primi minuti passano, così, senza accalorarsi particolarmente, godendosi la giornata radiosa e il profumo della partita, ma poi ci pensa lui.

Lui è Dino Tommasi da Bassano del Grappa e sta dimostrando come in Italia le casacche fosforescenti non abbiano ancora capito la differenza fra arbitraggio all’inglese e ingoiare il fischietto. Le prime decisioni controverse scatenando un crescendo di mugugni che ha il suo zenit quando Cerci, lanciato verso l’area, viene steso da Astori senza alcun fischio e così ti ritrovi a inveire come se non ti avessero concesso un rigore al novantesimo di una partita decisiva. Urli così tanto che ti manca il respiro e ti devi fermare.

Non pensi più ai quattro obiettivi giornalieri, ma pensi che vuoi solo vincere. In poche parole, hai rotto il fiato. Il Toro prende campo, trasformando la rabbia per le decisioni errate di Tommasi in energia positiva, Cerci sembra in giornata, Meggio si butta su ogni pallone, ma continua a parlare una lingua diversa rispetto al gol, El Kaddouri gioca l’ennesima frazione molle, come uno studente che saprebbe fare, ma guarda fuori dalla finestra invece di studiare.

Le giocate dell’ex napoletano provocano qualche brusio, roba risibile, hai sentito di peggio in determinate annate, non necessariamente negative. Quando il tempo sembra chiudersi a reti inviolate, Cerci decide di inventare un gol.

Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole

Non quello che cerca per sé da sei turni, ma un gol da regalare a un compagno, a una squadra, a una curva. In mezzo a tre avversari, sul fondo, trova l’unico spiraglio disponibile, non si sa come, e mette la palla sulla testa di El Kaddouri a un metro dalla porta.

Il marocchino insacca e vince il premio “Permaloso 2014” con una non esultanza polemica che ti farebbe venir voglia di scendere e di sussurrargli in un orecchio che era comunque riuscito a centrare Avramov da un centimetro, quindi non è il caso di fare il malmostoso per i mini brusii di cui sopra.

Nella ripresa il Toro è ancora più sciolto, Meggiorini ci prova da fuori, ma Avramov gli dice di no, poi El Kaddouri, sugli sviluppi di uno spunto del come sempre immenso Darmian, calcia a lato da buona posizione e al 71’ Vives, che ci ha preso gusto col lancio vincente, fa scattare Cerci che punta la porta e fa esplodere lo stadio con un sigillo dei suoi a suggello di una prova maiuscola.

 

Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole
Toro: contro il Cagliari sei bello come il sole

Maratona in festa, cori e applausi per tutti, uno tutto per Vives, anche bello a sentirsi. Quando una cattiva gestione della fase difensiva consente a Nenè di riaprire la contesa con Padelli che sfiora la grande parata, pur essendo abbastanza sicuro di farcela comunque, un po’ ti preoccupi. In campo i ragazzi lo fanno di meno e solo un’altra finezza alla rovescia di Tommasi (fermare il gioco per un fallo di Meggiorini ignorando il vantaggio rappresentato da Farnerud e Cerci che si lanciano in due contro zero)

impedisce di tornare al divario più consono per quanto visto in campo. Negli ultimi secondi una punizione di Cossu con area intasata potrebbe complicare le cose, ma si spegne da sola. Poi la gara finisce, con tre obiettivi su quattro (provaci ancora, Meggio) conquistati. Mentre te ne vai, tu che non sei un appassionato di primavera, pensi che il sole è proprio bello, così com’è bello uscire dallo stadio e vedere tanta gente che sorride come te, pensare che sei di nuovo (e giustamente) sul lato sinistro della classifica.

Poi, arrivato all’auto, il pensiero si fa audace, perché facendo due conti si potrebbe ancora agganciare il treno per l’Europa League. Certo, sono pensieri da tifoso, non sia mai, però complice il calendario ci si potrebbe regalare almeno il sogno di lottare fino alla fine o quasi, poi come andrà andrà. Chissà se negli spogliatoi, in panchina, in società la pensano come te.

Giri la chiave di accensione della macchina e speri proprio di sì.

 

a cura di Francesco Bugnone

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