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Via Garibaldi: quasi un primato europeo

1985
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Via Garibaldi: quasi un primato europeo

Torino si avvicina al primato grazie a Via Garibaldi, ma la vittoria va alla Francia.

Via Garibaldi, 963 metri di strada, si posiziona al secondo posto nel podio delle vie pedonali più lunghe d’Europa. La prima è Rue Sainte-Catherine, a Bordeaux, con due chilometri di lunghezza.

Conosciuta come via Garibaldi, la strada che collega piazza Castello a piazza Statuto, non è solo famosa per la sua lunghezza, ma anche per essere la via cittadina più antica, in origine uno degli assi principali dell’area urbana romana. Per questo, come riferimento del capoluogo piemontese, ha attraversato diversi battesimi.

Via Garibaldi: quasi un primato europeo
Via Garibaldi: quasi un primato europeo

In epoca romana era conosciuta semplicemente come il decumanus maximus di quella che era la Julia Augusta Taurinorum.

Quando cade l’Impero romano d’Occidente, la nostra via Garibaldi si deteriora in quattro metri di larghezza, sterrata e stretta.

Oltre a cambiare aspetto, cambia anche nome e viene riconosciuta come strata Civitatis Taurini. La sua caratteristica più importante, però, rimane invariata: la funzione commerciale.

Con via Garibaldi folle di mercanti hanno la possibilità di attraversare la città e, in virtù di questa funzione, per qualche tempo la strada viene anche chiamata via Sant’Espedito, come il protettore dei mercanti.

Per arrivare al nome con cui la conosciamo oggi, la via deve ancora vivere qualche anno. Fino al 1882 i torinesi la chiamano Contrada di Dora Grossa.

L’origine del nome, in questo caso, si ricollega ad un progetto del Re. Emanuele Filiberto, nel 1573, ordina di canalizzare il fiume Dora per utilizzare le acque del fiume e ripulire i vicoli della città.

Il nuovo canale, realizzato lungo la via, diventa addirittura uno dei principali di Torino e da qui, arriva il nuovo battesimo.

Via Garibaldi: quasi un primato europeo
Via Garibaldi: quasi un primato europeo

Ma arriva il 1714, quando Vittorio Amedeo II di Savoia e il suo successore, Carlo Emanuele II, ordinano di ridefinire il perimetro e di prolungare la contrada.

Finalmente, nell’Ottocento, la strada viene collegata a piazza Statuto e viene dotata dei marciapiedi, avvicinandosi sempre di più alle sembianze di oggi. Con il tempo, il suo prestigio cresce sempre di più: attività commerciali, grandi chiese, una nuova pavimentazione.

Una strada importante, come sempre era stata. Ma non è ancora finita, perché arrivano i francesi, che mettono da parte il nome di Contrada di Dora Grossa e la rinominano per l’ennesima volta come Rue du Mon-Cenise. Il francesismo durerà per poco, fino al 1814, quando torneranno al potere i Savoia e riporteranno la denominazione precedente.

Il nome di Via Garibaldi le viene assegnato in seguito all’Unità d’Italia e, proprio in virtù della sua importanza, viene intitolata ad un valoroso generale, condottiero e patriota italiano.

Giulia Regis

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