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Vanilla Fudge: psychedelic Turin

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Vanilla Fudge: psychedelic Turin
Vanilla Fudge: psychedelic Turin
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New York, the Big Apple: è qui che nel 1966 si incontrano Tim Bogert, Carmine Appice, Mark Stein e Vince Martell.

I quattro fondano il gruppo Vanilla Fudge, che diventerà famoso soprattutto per l’interpretazione straordinariamente distorta e particolare di brani dei Beatles, Led Zeppelin e molti altri.

I Vanilla Fudge sono da sempre devoti al genere basato sulla trasposizione in musica degli effetti allucinogeni di droghe quali LSD, mescalina, marijuana e truffles: in poche parole, il rock psichedelico.

Le tastiere , i synth, le chitarre impostate a livello di acidità massimo, il rullare dei piatti, monotono finchè i colpi duri e improvvisi della grancassa non danno il segnale: tutti questi elementi offrono, ad un ascoltatore che ha la pazienza di chiudere gli occhi e immergersi, la sensazione di perdersi e ritrovarsi, di ubiquità… di alterazione di coscienza insomma.

Vanilla Fudge: psychedelic Turin
Vanilla Fudge: psychedelic Turin

Grazie a queste sonorità da sogno e incubo i Vanilla Fudge sono stati in grado di trasformare completamente brani come Ticket to Ride dei Beatles o Bang Bang di Cher.

La canzone della band di Liverpool, da allegra e spensierata ballata rock-pop, si scioglie in un ritmo rallentato, cori dissonanti e presenza massiccia di suoni elettronici, per arrivare al gran finale dove tutto è uno, e ogni strumento cerca di sovrastare l’altro.

Bang Bang, cantata nella versione originale da Cher con violini e toni soffusi, nell’interpretazione dei Vanilla Fudge si apre con un intro tipicamente psichedelica, un torrente di tastiere e una linea di batteria: quando il torrente si calma un mormorio indistinto, più che una voce decisa, annuncia la prima strofa, ma in corrispondenza del ritornello si alza di nuovo la piena e spazza via il ricordo mellifluo del brano originale.

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Vanilla Fudge: psychedelic Turin

La band newyorkese porta a Torino queste cover e molti altri brani questa sera, 27 marzo, all’Hiroshima Mon Amour: accorrete per ascoltare il sound che ha cambiato gli anni ’60 e ’70 e…drogarvi di musica, che non fa mai male!

Arianna Battiston



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