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Telelavoro: si parte a Palazzo Civico

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Telelavoro: si parte a Palazzo Civico
Telelavoro: si parte a Palazzo Civico

Il Telelavoro, si sa, è il futuro dell’occupazione.

E lo hanno capito anche a Palazzo CIvico, dove il sistema raddoppia e apre ai dipendenti uomini. Dopo una fase di test degli ultimi mesi, nei quali venti dipendenti hanno lavorato da casa, è stato deciso che nei prossimi 12 mesi il sistema si allargherà ad altri 20 impiegati comunali, portando a 40 il totale dei dipendenti di Palazzo che… non lavorano a Palazzo.

E saranno inclusi nel progetto di occuparsi al proprio domicilio delle pratiche normalmente seguite in ufficio anche alcuni uomini. “In molti casi – spiega l’assessore al Bilancio, Patrimonio e Personale, Gianguido Passoni – le nuove tecnologie permettono oggi di lavorare senza difficoltà anche lontano dalla sede aziendale.

Il progetto “Telelavoro.to.com” lanciato nel 2012 e sperimentato con successo, ci ha consentito di introdurre forme di organizzazione del lavoro più flessibili, che hanno consentito alle nostre dipendenti di conciliare meglio impegni lavorativi e carichi familiari e che, allo stesso tempo, hanno favorito maggiore efficienza e, più in generale, sostenibilità ambientale”.

“I positivi risultati ottenuti – aggiunge Passoni – ci hanno spinto, d’accordo con le organizzazioni sindacali, a proseguire l’esperienza aumentando il numero delle postazioni di lavoro a distanza e offrendo anche agli uomini l’opportunità di accedervi”.

Palazzo Civico Torino
Palazzo Civico Torino

Candidati a lavorare da casa saranno quindi potenzialmente tutti i dipendenti, esclusi i dirigenti e i funzionari con Posizione organizzativa o Alta professionalità. Nel mese di aprile sarà pubblicato il bando che terrà conto delle caratteristiche relative al lavoro da svolgere, delle eventuali condizioni di disabilità psicofisica che rendono disagevole il raggiungimento dell’ufficio, del tempo di percorrenza dall’abitazione alla sede di lavoro, delle esigenze di cura dei figli con meno di otto anni e della presenza di disabili in famiglia.

Le modalità e i criteri per la scelta del personale da destinare al lavoro a distanza sono state definite in accordo con le organizzazioni sindacali.

A.Bes – Fonte: Torinoclick

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