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Il miracolo del colore nello spazio. Ettore Spalletti alla Gam

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Il miracolo del colore nello spazio. Ettore Spalletti alla Gam
Il miracolo del colore nello spazio. Ettore Spalletti alla Gam

Sì, il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola il colore assume lo spazio e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, è miracolosa.

Ettore Spalletti, 2006

Tre mostre in tre musei italiani rendono omaggio ad un maestro del colore che da anni ha fatto proprio della poesia del colore, declinata su dimensioni ambientali, il centro della propria ricerca artistica: Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, Pescara, 1940).

Le tre personali, dal titolo comune, È un giorno così bianco, così bianco, si svolgeranno presso il MAXXI di Roma (in questa sede è già stata inaugurata il 13 marzo), la Gam di Torino (inaugurazione il 27 marzo, chiude il 15 giugno) ed il Madre di Napoli, dove l’inaugurazione avrà luogo il 13 aprile.

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L’intento comune delle tre personali, a cura di Anna Mattirolo per il MAXXI, Danilo Eccher per la Gam e Andrea Viliani ed Alessandro Rabottini per il Madre, è quello di omaggiare i quarant’anni di carriera di un big dell’arte contemporanea italiana, il cui lavoro è conosciuto ed apprezzato anche a livello internazionale.

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Il progetto che sta alla base della mostra alla Gam è quello di ricostruire e ricreare, negli spazi del museo, l’atmosfera dello studio di Spalletti, che vive e lavora nel piccolo comune abruzzese che gli diede i natali. Lo studio, in questo caso, viene percepito come un luogo protetto (esattamente come la casa) nel quale l’artista, appropriandosi degli imput e degli stimoli forniti dal mondo circostante e legandoli alle proprie emozioni e riflessioni, li elabora e li trasforma in opere d’arte: un luogo di rifugio, quindi, ma anche di creazione. In questo spazio l’artista abruzzese studia i materiali ed i colori, li sceglie studiando i pigmenti e le loro trasformazioni, nella volontà, costante nell’opera dell’artista, di esplorare i legami, i possibili incroci ed i dialoghi tra forma, colore e spazio.

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È per questo motivo che Spalletti, meritatamente, può essere definito scultore e pittore. Ma forse, nel suo caso specifico, tali termini risultano in un certo senso riduttivi e soffocanti, dal momento che, guardando all’intera attività e produzione dell’artista, si potrebbe parlare di lui come vero e proprio creatore di ambienti dell’anima.

E proprio all’anima ed alla percezione si rivolge l’artista abruzzese: allo spettatore è offerta la possibilità di immergersi in spazi dominati da colori (ma anche da avvolgenti bianchi) puri, rilassanti, intensi, zen ed in questa sede di guardare dentro di sé e provare emozioni che proprio il colore, uscendo dalla prigione della cornice ed espandendosi nello spazio, sino a diventarne il protagonista principale, riesce a suscitare.

Le forme utilizzate per le sculture ed i quadri sono pure, candide, incontaminate: si può tirare in ballo il termine minimal, ma senza traccia della freddezza alla quale questa definizione suole accompagnarsi (stemperata anche qui dall’onnipresente colore).

Gli ambienti (Stanze spirituali) sono immersi in un colore che avvolge e circonda lo spettatore e che gli fa perdere la percezione spazio-temporale, favorendone l’ingresso in un mondo interiore, spirituale, intimo.

Un’arte sussurrata, quella di Ettore Spalletti, meditata e da meditazione.

Ettore Spalletti

Un giorno così bianco, così bianco

A cura di Danilo Eccher, Anna Mattirolo, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini

MAXXI, Roma 13 marzo – 14 settembre 2014

Gam, Torino 27 marzo – 15 giugno 2014

Madre, Napoli 13 aprile – 18 agosto 2014

Emanuele Bussolino

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