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La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana

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Venaria: la piccola versailles all'italiana
Venaria: la piccola versailles all'italiana

L’intento era semplice, trasformare un intero borgo in un progetto edilizio al contempo maestoso e delizioso: La Venaria Reale.

Il progetto per la Reggia di Venaria nasce, infatti, come una vera e propria impresa faraonica volta a conferire allo Stato sabaudo un’immagine non solo di prestigio e di efficienza ma anche di decoro, che fosse all’altezza del nome che successivamente le sarebbe stato dato, quello di La Venaria Reale.

Al Duca non bastavano più i castelli ed i palazzi già costruiti: aveva bisogno di qualcosa di più, qualcosa in grado di stupire ed impressionare i visitatori provenienti dalle più importanti corti Europe.

La Reggia viene spesso chiamata la Versailles d’Italia, ma da un punto di vista architettonico il progetto iniziale dell’architetto di corte, Amedeo di Castellamonte, appare poco influenzato dai vicini francesi e più attento alla cultura barocca e tardomanieristica mediterranea.

La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana
La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana

 

Che cos’è quindi che la porta così spesso ad essere paragonata alla vicina Versailles?

L’influenza di uno stile francese appare in effetti dopo, a cavallo tra il seicento e settecento. Vittorio Amedeo II, primo Re di casa Savoia, celebra la sua vittoria cercando di rivaleggiarsi sul vicino sovrano francese che da sempre l’aveva trattato come un vassallo: il sogno del padre appare piccolo e fuori moda ormai e diventa primaria la necessità di utilizzare come modello di riferimento operativo della ricostruzione della Reggia proprio lo stile usato da suoi antagonisti: i visitatori che varcano la soglia di Venaria saranno così costretti a paragonarla con la vicina e rivale Versailles.

La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana
La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana

Se vogliamo trovare dei punti in comune tra le due residenze bisogna soprattutto pensare che lo scopo per cui vengono realizzate è lo stesso: la rappresentazione del potere assoluto sul territorio e sul popolo attraverso l’architettura, la realizzazione quindi di edifici tanto più grandi quanto più grande è l’autorità che vogliono esprimere.

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Come si può esprimere questa autorità?

Primo tra tutti rappresentando il legame che il Re ha con il Dio che l’ha posto sul trono; il luogo per affermarlo non può che essere quindi che la Chiesa, la Cappella Palatina a Versailles e Sant’Uberto a Venaria. Non meno importanza riveste il locale che celebra lo splendore del potere regale: le Sale di Apollo e di Ercole a Versailles e la Sala di Diana a Venaria. Infine la vetrina del potere, le grandi gallerie di luce e bellezza, la galleria degli specchi parigina e quella Grande di Diana torinese.

La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana
La Venaria Reale: la piccola Versailles italiana

 

Ultime ma non di importanza, le Citroniere e le Scuderie, le sedi delle feste e della caccia. Aimè quello che differenzia le due regge sono invece le dimensioni….la nostra vicina Venaria non può lontanamente rivaleggiare con Versailles la cui facciata verso il parco misura da sola già 550 mt.

Basti pensare inoltre che Il parco del Re Sole è cinque volte più grande di quello di Venaria. Non è quindi errato paragonare Venaria a Versailles, forse però considerandola più una piccola Versailles, ma “all’Italiana”.

 

Umberta Pansoya di Borio

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