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Il cocktail Americano: l’aperitivo targato Torino e Milano

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Il cocktail Americano: l'aperitivo targato Torino e Milano
Il cocktail Americano: l'aperitivo targato Torino e Milano
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Oggi è un appuntamento settimanale, una moda affermata, un evento mondano. L’aperitivo, che si declina in mille varianti per tutta l’Italia, passa da due patatine e qualche stuzzichino, al grande buffet fino ad arrivare ad un vero a proprio aperi-cena, con tanto di dolci, magari accompagnato da un cocktail Americano.

Oggi durante l’aperitivo, o meglio, durante l’happy hour si beve soprattutto lo Spritz, i più portati anche un Negroni, magari Sbagliato. O un cocktail Americano.

Ma l’aperitivo nasce in maniera più semplice e proprio a Torino, circa duecento anni fa. Si parla del 1786, e sì, a quanto pare un certo Antonio Benedetto Carpano diede il via a questa moda.

Piazza Castello, una bottega sotto i portici, un infuso di erbe, un goccio di vino bianco ed ecco fatto, nasce il vermouth. Il nome è un riadattamento del tedesco vermut, che in Germania era usato per una bevanda aromatizzata all’artemisia. Da quell’anno il vermouth, che poi si diffuse con il nome di Punt e Mes, diventa non solo l’aperitivo per eccellenza, ma anche il simbolo di Torino.

Il cocktail Americano: l'aperitivo targato Torino e Milano
Il cocktail Americano: l’aperitivo targato Torino e Milano

Milano e l’aperitivo

Milano non rimane indietro, e all’inizio dell’800 Gaspare Campari va nel capoluogo piemontese per imparare l’arte dei liquori. Per distinguere l’aperitivo milanese dal vermouth, il signor Campari lancia nel suo bar in Galleria un nuovo aperitivo amaro. Ovviamente, era il Bitter Campari. Anche bitter, tra l’altro, è una parola di origine tedesca, che significa “amaro”. Vermouth e Campari diventano così gli alcolici più diffusi del periodo e dalla loro semplice unione nasce il cocktail Milano-Torino. Le due città si fondono in un bicchiere con cui, accompagnati da una scorza di arancia, gireranno tutto il mondo nei locali più mondani. L’unica cosa che cambierà sarà il nome, di certo più trendy: Americano. Anche se, però, di americano non ha proprio nulla.

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Il nome Milano-Torino viene cambiato negli anni trenta, per omaggiare un vittorioso pugile italiano a New York. Quest’uomo è Primo Carnera e, per le sue gesta oltre oceano, è conosciuto come l’ “Americano”.

Il cocktail Americano: l'aperitivo targato Torino e Milano
Il cocktail Americano: l’aperitivo targato Torino e Milano

Oggi è sicuramente uno dei cocktail più ordinato nei bar durante l’aperitivo, ma è anche il padre di altre ricette che hanno avuto molta fortuna tra i gusti degli aperitivi-addicted. Si parla del Negroni e del Negroni Sbagliato. Il primo, in realtà, fu il frutto del capriccio di un certo Conte Negroni, che intorno agli anni venti non si ritenne soddisfatto del Milano-Torino e pensò di aggiungergi il gin. Il secondo, come si sa, al posto del gin opta per il prosecco.

La ricetta quindi è facile, e anche se il nome ne rovina l’origine, la verità è che questo cocktail omaggia una vittoria italiana in territorio americano. Insomma, un dettaglio che deve solo rendere orgogliosi.

“Versare direttamente nel bicchiere 2,5 cl di Vermouth rosso e 2 c.l di Campari, buccia grattuggiata di arancia o limone, tre cubetti di ghiaccio”

Qui se volete c’è la storia del cocktail Americano!

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