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Piemonte, terra di… birra. E da stasera ancora di più

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Il Piemonte si è confermato non solo terra di ottimi vini, ma anche zona di produzione di grandi birre artigianali. La birra Baladin, infatti, quest’anno è stata riconfermata miglior birra artigianale italiana, dopo aver già conquistato il titolo nel 2013. Il concorso, promosso dall’UnionBirrai, ha visto la partecipazione di più di 100 birrifici artigianali provenienti da tutta Italia.

Il percorso che ha portato questa birra ad essere incoronata la migliore d’Italia è iniziato nel 1986, quando il suo creatore Teo Musso e sua moglie Michelle acquistano e riaprono una vecchia osteria di Piozzo che sarebbe diventata la casa della Baladin.

E oggi, 21 Marzo, apre al pubblico dalle 18.30 “Open Baladin”, con una grande festa dedicata all’equinozio di primavera simbolo dell’arrivo della bella stagione e per noi motivo benaugurale. In questa occasione verranno distribuiti dei coupon che daranno diritto a una birra omaggio e, in più, ma solo per i primi 300 che arriveranno a Open Baladin Torino, una delle 300 bottigliette di birra celebrativa.

Open Baladin Torino non è “solo” un locale, perché un ambizioso obiettivo guida il progetto: fare di Torino la capitale del nord della birra artigianale italiana. Come? Creando cultura birraria, argomento centrale del concetto “Open”.

Dal primo brewpub aperto nel 1996 alla nascita di Casa Baladin, agriturismo con la particolarità di abbinare una birra a tutti i suoi piatti, negli anni non è stata mai abbandonata l’attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto, testimoniata anche dalla collaborazione con Eataly.  Il birrificio, però, non tiene per sé l’esperienza maturata nei quasi trent’anni di attività.

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I cultori della birra che intendano cimentarsi nella produzione artigianale, possono infatti condividere le proprie ricette con il birrificio grazie alla nascita della birra Open Baladin nel 2008. Questo progetto applica la filosofia dell’open source, più nota nell’ambito tecnologico, alla produzione della birra, attraverso la pubblicazione della ricetta della Open online.

La formula base di questa particolare birra può infatti essere rielaborata da homebrewer di tutto il mondo, che potranno eventualmente assistere alla messa in produzione della propria birra.

Chi invece voglia saperne di più senza per forza intraprendere un percorso professionale può frequentare corsi per amatori come quelli proposti dall’Associazione Degustatori Birra, che organizza lezioni di degustazione in diverse città italiane. A Torino il prossimo è in partenza ad aprile e prevede l’analisi della bevanda dal processo produttivo all’abbinamento con i cibi.

Come i vini, infatti, anche le birre costituiscono un mondo di sapori e profumi molto diversi tra loro, per questo motivo conoscere e degustare questa bevanda è faccenda tutt’altro che banale.

Chi se la sente più di ordinare una semplice “media” in pizzeria?

Erika Guerra



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