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AMIEX 2014: il resoconto

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AMIEX 2014: il resoconto
AMIEX 2014: il resoconto

Siamo giunti alle conclusioni.

La scorsa settimana, nei giorni di martedì 11 e mercoledì 12 marzo, si è svolta la prima edizione di AMIEX, Art & Museum International Exhibition Xchange, Borsa delle Mostre della quale avevo scritto in precedenza (http://www.mole24.it/2014/02/13/amiex-torino-un-marketplace-internazionale-su-mostre-ed-allestimenti/).

Molte erano le attese, soprattutto per l’azzardo preso nell’organizzare questa tipologia di manifestazione in un periodo di contrazione economica (e senza alcun contributo pubblico) e per l’interesse ed il coinvolgimento di enti ed istituzioni straniere. Grande, ovviamente, l’orgoglio e la soddisfazione degli organizzatori per essere riusciti a realizzare il “numero zero” di un importante evento di respiro internazionale proprio a Torino.

Ebbene, i risultati non hanno deluso le attese.

Basta snocciolare qualche cifra per rendersi conto del successo di questa intensa due giorni: oltre 1000 gli operatori, con delegazioni provenienti da Paesi di tre diversi continenti, oltre 850 gli incontri one-to-one, 20 quelli one-to-many, molti quelli informali, 5 workshop e 2 eventi speciali.

E poi, più importante di tutti i numeri, la rete di scambio di idee che si è creata tra gli operatori che alla manifestazione hanno partecipato.

Parole d’ordine: coprodurre e fare sistema. In particolare, nella società della globalizzazione, quello che è diventato fondamentale, anche e soprattutto per un settore come quello della cultura e più nello specifico dell’organizzazione di mostre ed eventi, è lo scambio di informazioni, di metodi, di competenze e di approcci con operatori stranieri, europei e americani, ma anche dei Paesi emergenti. Accanto alle presenze di Svizzera, Francia, Germania, Olanda e Stati Uniti, infatti, occorre menzionare la presenza di operatori provenienti da Cina, Messico, Qatar ed Azerbaijan.

Ciò di cui abbiamo bisogno, ed eventi come AMIEX intendono proprio rispondere a questa necessità, sono luoghi e momenti di incontro e di dibattito tra addetti ai lavori di differente provenienza e background storico culturale, che portino alla creazione di progetti condivisi ed extraterritoriali. E per i musei italiani, che si barcamenano tra mille difficoltà e peccano spesso di scarsa flessibilità, ce n’è bisogno come il pane, se la volontà rimane quella di stare al passo con gli standard qualitativi dei musei, ad esempio, di area anglosassone. Tutto questo lavoro deve essere finalizzato a fare economia della cultura: La Borsa – racconta soddisfatta Patrizia Asproni, ideatrice dell’evento e Presidente della Fondazione Industria e Cultura, in un’intervista rilasciata ad Artribune – ha rivelato la possibilità di creare occasioni di business, dove business significa mettersi insieme per fare sistema.

E fare sistema significa, in ultima analisi, coprodurre mostre che possano essere presentate in più sedi, in modo tale da ottimizzare gli investimenti e ottenere maggiori risultati.

Il format snello della manifestazione è stato apprezzato e le richieste per ospitare le prossime edizioni sono giunte da più Paesi (tra cui la Cina), ma la buona notizia è che, almeno per il prossimo anno, quello dell’Expo, la sede designata sarà ancora Torino.

La speranza (ad essere ottimisti la certezza) è che prima dell’inizio di AMIEX 2015 alcuni progetti intrapresi in questa edizione avranno già dato i loro frutti.

Emanuele Bussolino

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