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Profumo di Oscar a Torino: arriva Toni Servillo a teatro

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Profumo di Oscar a Torino: arriva Toni Servillo a teatro
Profumo di Oscar a Torino: arriva Toni Servillo a teatro

Fresco di Oscar per La grande bellezza, di Paolo Sorrentino, arriva questa sera, 18 marzo, al Carignano di Torino, Toni Servillo che dirige e interpreta Le voci di dentro, un classico di Eduardo De Filippo.

Accanto a lui ci sono il fratello Peppe, Chiara Baffi, Betti Pedrazzi, Marcello Romolo, Gigio Morra, Lucia Mandarini, Vincenzo Nemolato, Marianna Robustelli, Antonello Cossia, Daghi Rondanini, Rocco Giordano, Maria Angela Robustelli, Francesco Paglino.

Lo spettacolo – prodotto da Teatri Uniti, dal Piccolo Teatro di Milano e dal Teatro di Roma – sarà replicato fino a domenica 23 marzo e, inoltre, da martedì 27 maggio a domenica 1 giugno.

Dopo la lunga tournée internazionale della Trilogia della villeggiatura, Toni Servillo torna al lavoro sulla drammaturgia napoletana e lo fa insieme al fratello Peppe, già leader degli Avion Travel.

Profumo di Oscar a Torino: arriva Toni Servillo a teatro

Le voci di dentro è la commedia dove Eduardo De Filippo, in un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi: un affresco corrosivo della nostra società, in cui l’odio e l’invidia sono i convitati di una cena che si consuma ogni giorno tra ipocrisia e corruzione morale.

Rappresentata per la prima volta l’11 dicembre 1948 a Milano, al Teatro Nuovo,

Le voci di dentro fu scritta in una sola settimana, a causa della malattia di Titina De Filippo, che avrebbe dovuto debuttare nella compagnia del fratello con La grande magia. «Eduardo De Filippo è il più straordinario e forse l’ultimo rappresentante di una drammaturgia contemporanea popolare», spiega Toni Servillo.

«Dopo di lui il prevalere dell’aspetto formale ha allontanato sempre più il teatro da una dimensione autenticamente popolare. È l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica».

 

Roberto Mazzone

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