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Torino si candida a essere Unesco Creative City

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Torino si candida a essere Unesco Creative City
Torino si candida a essere Unesco Creative City

Sarà vero che la Fiat, pardon, la Fca, delocalizza, o quantomeno questo è il rischio concreto. Sarà vero che la produzione dell’automobile a Torno langue, con disastri in tutto l’indotto. Sarà vero, ma quello che gli inglesi chiamano know how, le conoscenze che permettono di creare un prodotto di qualità reale, nella nostra città non sono mai mancate e non mancano.

Sarà questo il motivo per cui Torino, stando a fonte Ansa, ha avanzato la sua candidatura a entrare nella rete Creative Cities dell’Unesco.

Ovviamente, nel settore design con tema il motorismo storico. L’annuncio è arrivato dal sindaco Piero Fassino, promotore ufficiale della proposta. “Per la sua storia industriale passata e attuale – ha detto Fassino – Torino è una candidata naturale al network delle Creative Cities. E se c’è un campo in cui la nostra città ha fatto la storia del design, è proprio quello dell’auto”.

Per sostenere la candidatura si è formato espressamente un gruppo di lavoro che, da oltre un anno, lavora alla presentazione di quest’ultima. Tra i membri di tale gruppo si evidenziano i nomi del Comune di Torino, in quanto promotore, l’ASI (Automotoclub storico italiano) con il beneplacito del suo presidente avvocato Roberto Loi, la Regione Piemonte, il Politecnico di Torino, la Fiat, il Museo Nazionale dell’Auto di Torino e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.

Pininfarina, Bertone e marchi storici, per decenni in orbita Fiat e poi adesso al servizio dell’automobile di tutto il mondo, sono non a caso nomi sabaudi. Storie di aziende che si si intrecciano a quelle di un mercato che forse non c’è più, può darsi, ma che ancora adesso può a ragion veduta sbandierare la qualità italiana come la migliore, forse, del mondo.

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Cos’è la rete delle Creative Cities?

Il network “Città Creative”, promosso dall’Unesco, ha come obiettivo la creazione di un legame tra città in grado di sostenere e di fare della creatività culturale un elemento essenziale per il proprio sviluppo economico, offrendo agli operatori locali una piattaforma internazionale su cui convogliare l’energia creativa delle proprie Città e gettando così le fondamenta per proiettare esperienze locali in un contesto globale, con l’obiettivo di promuovere l’industria della cultura.

Attraverso questa rete, divisa in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali (Musica, Letteratura, Folk Art, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema) le Città possono condividere le proprie esperienze e sostenersi reciprocamente, valorizzando le proprie capacità ed incrementando la presenza dei propri prodotti culturali sui mercati nazionali ed internazionali.

Per l’Italia attualmente sono presenti Bologna, per il settore musica, e Fabriano, nel campo arti folkloristiche.

Andrea Besenzoni

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