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Juve, la differenza la fanno i campioni

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Lazio 0 Juventus 2 Serie A Tim stadio Olimpico Roma 15 aprile 2013
Lazio 0 Juventus 2 Serie A Tim stadio Olimpico Roma 15 aprile 2013

E’ un pensiero, questo, che più di una volta si è affacciato nella testa dei tifosi bianconeri di tutta italia: prima al fischio finale della partita di Europa League contro la Fiorentina, nella quale una formazione juventina infarcita di riserve non è andata oltre un 1-1 casalingo che ne complica non poco le ambizioni da passaggio del turno. E poi ieri sera, al termine di un match nervoso, faticoso, arcigno.

Deciso dai campioni.

Andrea Pirlo
Andrea Pirlo

La Juventus ha disputato un match se vogliamo di attesa, ha lasciato giocare forse il migliore Genoa della stagione, che non ha lesinato una partita di eccezionale intensità, dal primo all’ultimo minuto. Gli uomini del “gobbo” Gasperini ci tenevano a fare un figurone contro la prima della classe, e lo hanno fatto. Al netto di un arbitraggio opinabile, che ha negato rigori e gol evidenti (volutamente non diciamo a favore di chi), il Genoa si è fatto preferire per larghi tratti.

E avrebbe, diciamolo pure, meritato forse anche la vittoria, che stava anche per arrivare, quando a pochi minuti dal termine Vidal ha provato a colpire in area di rigore di petto (questa almeno la tesi difensiva d’ufficio) e invece la palla la ha presa col braccio. Rigore, nulla da dire.

Sul dischetto si è presentato Calaiò e Buffon ha fatto il Buffon: cioè quel portiere che, ricordiamolo, ha una quota del 20% di rigori parati, non proprio bruscolini, anche se si tende a dimenticarlo.

I campioni fanno la differenza, si diceva: manca un minuto al termine quando il Campione per eccellenza in campo ieri, Andrea PIrlo, sfodera una punizione delle sue: semplicemente imprendibile. Quarta rete su calcio piazzato per lui, record in A, gol fondamentale, perchè le grandi squadre i match difficili li vincono anche così. Soprattutto così.

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Ora, però, due riflessioni con vista Artemio Franchi: la prima è che i due campioni decisivi ieri erano in campo anche allo Juventus Stadium giovedì scorso, e non sono stati decisivi per evitare il pareggio. La seconda è legata a un misto di condizione fisica in calo  (normale, beninteso) e motivazioni. E’ questo che semmai fa un pò temere, pensando all’Europa League: da una parte la Juve aveva sofferto con i viola anche nel primo round di campionato, dall’altro è anche vero, se verrà confermato, che la società ha promesso un premio per il raggiungimento di quota 100 punti in serie A, e non per la vittoria della coppa europea.

Torino finale Uefa-Europa-League 2014

Chissà se è vero: se così fosse la scala di valori sarebbe chiara, il che suona francamente poco comprensibile per due motivi: il primo è che la Juve ha l’irripetibile opportunità di giocarsi una finale europea in casa, il secondo è che i bianconeri non alzano un trofeo continentale da anni, e l’Europa League sarebbe un ottimo modo per tornare sui libri di storia, potendosi poi giocare anche la Supercoppa Europea a fine agosto. Ah, ce n’è anche un terzo: non permetterà di ammortizzare le perdite da eliminazione di Champions, ma vincere l’Europa League un pò aiuterebbe…

Vedremo se il match di giovedì sarà “fondamentale” come annunciato ieri a gran voce praticamente da tutti.

Marco Gallo

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